BIO-BIBLIOGRAFIA


LE OPERE

Il Vate e lo Sbirro







Ennio Di Francesco


Ennio Di Francesco

     Ennio DI FRANCESCO, 1942, figlio di sottufficiale dei Carabinieri, studia a Pescara con Emilio Alessandrini al quale lo lega grande amicizia e il filo ideale di un comune impegno di ricerca di verità e democrazia.
     È dal 1965 per tre anni ufficiale dell’Arma, ricevendo due encomi solenni, quindi dal 1969 funzionario di polizia. Tra i promotori negli anni Settanta del “Movimento per la democratizzazione della Polizia”, che fra mille ostacoli porterà nel 1981 alla legge di riforma e a una diversa visione del rapporto polizia-collettività. Si distingue, negli anni Settanta anche nella lotta antidroga contro i trafficanti, non disgiunta da una visione di prevenzione verso i giovani. Dirigente della “Narcotici” a Roma arresterà Marco Pannella per avere provocatoriamente fumato in pubblico uno “spinello”, ma gli esprime solidarietà nella convinzione che la legge antidroga dell’epoca debba essere aggiornata.
     Svolge ruoli di rilievo nella lotta alla criminalità comune, organizzata e terroristica, anche in campo internazionale. È ufficiale di collegamento europeo antidroga presso il Segretariato Generale dell’Interpol in Francia, Capo dell’Europol Italiana e direttore dell’Unità italiana dell’Accademia europea di polizia.
     Il suo tenace impegno democratico, indagini che toccano punti delicati, posizioni assunte anche in organismi internazionali di polizia, contribuiscono forse affinché, mai promosso, il 1° maggio 2004 venga posto in “congedo anticipato d’ufficio”.
     Dopo l’uccisione nel 1979 a Milano da parte di terroristi di “prima linea” dell’amico Emilio Alessandrini, sostituto procuratore della Repubblica, fa sorgere l’Associazione culturale “Emilio Alessandrini - Uomo d’Abruzzo e Magistrato d’Italia” che ne perpetua la memoria e l’insegnamento.
     È autore del libro Un Commissario, premio selezione Bancarella 1992, con prefazione di Norberto Bobbio, con ristampe aggiornate, ultima nel 2014 (Castelvecchi, Roma), con testimonianze anche di Gino Giugni, Marco Tullio Giordana, Giancarlo De Cataldo, don Andrea Gallo.
     Scrive di lui Corrado Stajano: “Un uomo dello Stato che ha avuto una vita difficile per la sua intransigente fedeltà alle istituzioni della Repubblica”.

www.enniodifrancesco.it




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