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Vincenzo Corrado, nato a Oria in Terra d’Otranto, morì ultracentenario nel 1836 a Napoli. Fu cuoco affermato alla corte di nobili e aristocratici, nonché prolifico scrittore in campo gastronomico. I suoi libri di cucina trovarono fortuna anche all’estero e la Napoli delle tavole imbandite — a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento — subì profondamente l’influenza delle sue ricette.
Il Corrado è già stato oggetto di svariati studi sotto il profilo culinario; tuttavia, Gianvito Armenise, in questo suo saggio, ne svela l’aspetto meno conosciuto: leale suddito della dinastia borbonica ed educatore cattolico della gioventù.
Già ex frate celestino, Corrado scrisse numerosi manuali destinati ai precettori, con l’intento di rinvigorire e consolidare, nell’animo dei fanciulli e dei genitori, la Fede Cattolica in un quadro di feconda sinergia tra il Trono e l’Altare. Nei suoi scritti riaffiora la voce di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori e di Sant’Ignazio.
Dagli scritti del Corrado emerge, inoltre, una critica allo sfruttamento intensivo dell’agricoltura, anticipando questioni etiche relative al rapporto dell’uomo con la scienza, la tecnica e con un’economia che sia realmente al suo servizio.
[ISBN-978-88-3305-742-2]
Pagg. 114 - € 10,00
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