LA CRITICA AL MONDO MODERNO
nella rinascita dell’uomo spirituale
di Julius Evola
Presentazione di Guido Andrea Pautasso
Nell’epoca contemporanea, spesso crediamo che la filosofia sia affare per pochi; per quel tipo di uomo che vive con
la testa tra le nuvole. Una sorta di vezzo da concedere agli
strampalati. Eppure, ogni volta che l’uomo smette di farsi
domande e cercare risposte qualcosa di lui si perde; la sua
capacità di giudizio si offusca e allora il volto oscuro
dell’animo umano si svela nella sua mostruosità. Il male del
XX secolo abita proprio lo spazio svuotato del senso profondo del vivere come punto d’intersezione tra due dimensioni: quella materiale e quella spirituale.
Le opere di uno dei pensatori più prolifici del secolo
scorso, Julius Evola, offrono una prospettiva di analisi che
diventa per noi una sfida in risposta al riduzionismo materialista imperante nell’epoca tecnocratica, esaltata dalla
boria autoreferenziale prodotta dalla Rivoluzione Scientifica di matrice illuminista.
Un sottile filo rosso a tessere, in un continuum progressivo, la tela di un’analisi accurata che traccia il solco di una
riflessione, iniziata dalla filosofia, per coinvolgere ogni
aspetto della vita dell’uomo. Pensiero che è consapevolezza di una visione di sé per possedersi e superarsi, in modo
aderente e coerente alla volontà di ciò che aspiriamo a
diventare. Non semplice critica, ma opportunità stringente concessa a coloro che desiderano rileggere un’epoca
all’interno della quale orientare il proprio presente.