Il destino di un nome e l’arte di reinventarsi
di Gabriele d’Annunzio
Prefazione di Pietro Gibellini Presentazione di Patrizia Paradisi
Un nome può essere un destino? O può diventare un’opera d’arte? Il libro affronta una
questione solo apparentemente marginale – l’origine del cognome di Gabriele d’Annunzio
– per trasformarla in una chiave interpretativa decisiva della sua intera parabola umana e
artistica. Al centro dell’indagine vi è il cognome “Rapagnetta”, radice biologica e insieme
nodo identitario che il poeta
combatté per tutta la vita. Un
nome percepito come troppo
cacofonico, troppo provinciale, inadatto a sostenere l’immagine dell’esteta, dell’aristocratico dello spirito, del poetavate che egli andava costruendo con lucida determinazione.
Rinnegare simbolicamente
“Rapagnetta” per incarnare
“D’Annunzio” significa compiere un atto radicale di reinvenzione: scegliere il proprio nome
come si sceglie un destino.