Una volta c’erano gli opposti estremismi. Il mondo diviso in due: da una parte, il bene, dall’altro, il male. Si chiama pensiero binario. Una guerra semantica con morti e feriti sul campo, assente la verità. Uno dei contendenti, l’Occidente ha perso onore e dignità, senza che le sue radici fossero conosciute, curate e onorate.
Causa di ogni male – ecco la suprema menzogna –, l’Occidente si è rovesciato in occidentalismo, con tanto di neolingua dei vincitori, nel deserto contemporaneo. Uccisi così, insieme, il pensiero e la speranza.
Il pensiero, quando è ragionevole conoscenza della zona d’ombra della realtà, alimenta la curiositas e dà forma intelligibile e concreta alla speranza.
Per conoscere, occorre avanzare con la torcia accesa nella notte; per sperare, occorre immaginare la destinazione, senza pretendere di raggiungerla a costo zero, con le buone intenzioni. Tutto ciò che è reale è essenzialmente ragionevole, non trasparente e razionale. Questo è il motto dell’homo viator.
Questo saggio vuole salvare l’Occidente da sé stesso, inaugurando, così, un pensiero mobile, ancorato alle radici cristiane e capace di attraversare, illeso e fecondo, la terra-di-nessuno occidentalista.