Questo saggio rappresenta
il testamento spirituale di un
autore che ha fatto della scrittura un atto di elevazione e
ricerca della verità. Redatto
alla soglia dei settant’anni, il
testo offre un’analisi lucida e
profetica sulle trasformazioni
culturali del secondo Novecento, con particolare attenzione
alla “rivoluzione dei costumi”
del ’68 e ai mutamenti conciliari all’interno della Chiesa.
Alianello non risparmia la
cultura italiana, la politica cattolica e le gerarchie ecclesiastiche, denunciando un diffuso conformismo. La sua figura
emerge come quella di un in-
tellettuale controcorrente: afascista durante il Regime e anticomunista sotto la Repubblica, distante da chi ha saputo
opportunisticamente mutare
orientamento politico. Il volume ripercorre con amara ironia gli ostacoli incontrati, tra
cui le minacce di confino per
aver osato mettere in discussione il mito risorgimentale
con L’Alfiere.
Attraverso questi ricordi, il
lettore può comprendere la
profonda coerenza di un intellettuale che ha anteposto il
bello eterno alle mode passeggeri. Il saggio si chiude su una
nota di profonda religiosità,
rievocando l’adagio biblico che
definisce l’esistenza terrena
come una battaglia costante:
Militia est vita hominis super
terram.