Edizioni Solfanelli

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COLLANA

gli Alianti



L'AUTORE

Bio-Bibliografia



LE OPERE

Robert Brasillach. In tragico d’infinito

Camus. In solitudine d'esilio

Casanova. Il seduttore nobile

Il sottosuolo dei demoni

Io e il Capitano Achab

Giuseppe Berto. Tutto ha la sua ora

Il tragico e la bellezza

Kafka.La verità tragica

L'impossibile pietà di Dante

Verso una filosofia da Sgalambro a Zambrano







Pierfranco Bruni

IO E IL CAPITANO ACHAB




Io e il Capitano Achab

     È un racconto? Un diario? O un romanzo breve? Sarà il lettore a decidere.
     Ci sono personaggi che diventano metafore e Melville è un sognatore come l'autore di questo libro. O viceversa? Si scrive anche per evitare di avere incubi di notte.
     Il capitano Achab era un personaggio ironico e scontroso, ma sapeva stare al gioco. Contava i mesi guardando la luna, ma anche sentendo l’odore del mare e leggendo le pagine della sua Bibbia. Frequentava spesso bordelli e case di scommesse e ci lasciava quasi sempre quello che non possedeva. Ma il fatto della balena bianca lo tormentava. Ovvio, gli aveva strappato una gamba. Nonostante ciò corteggiava belle donne ed era quasi sempre corrisposto. Nelle giornate di cattiva stagione se ne stava in una bettola adiacente al porto, dove beveva grappa e caffè amaro. Un giorno vedendo una bella fanciulla rifletté: «Alla mia età la bellezza non si cerca. È il fato che si intromette per cercare di sconfiggere il tempo.»
     Potrà mai essere sconfitto il tempo? Scrivere è un modo per attraversarlo. Sognare è un modo per rivivere la vita.
     Achab non può essere ognuno di noi. Perché Achab è soltanto Achab. Lo scrittore inventa sé stesso e si (re)inventa ogniqualvolta scrive.


Copertina di Marica Caramia

[ISBN-978-88-3305-691-3]

Pagg. 86 - € 9,00

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