La Bibbia prima e la pittura poi ci hanno consegnato l’immagine di una Eva-simbolo, di un personaggio che pronunzia le poche parole e compie soltanto i gesti in virtù dei quali diverrà uno dei cardini della storia dell’uomo. Una protagonista di eventi unici, lontana tuttavia dal nostro sentire, affidata com’è, sempre e soltanto, al mistero della sete di conoscenza, alla “caduta”, al primo peccato. Ecco adesso che questa figura simbolica si muove, prende vita sotto i nostri occhi, diventa una creatura di sangue e di carne: una donna, audace e timida, crudele e amorosa, intelligente, avida di vita e folgorata dal dramma di vivere.
Finalmente ripubblicato, dopo sessant’anni, il romanzo “biblico” di Carlo Alianello, uno degli scrittori più profondamente religiosi del Novecento.