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Questo libro di Pierfranco
Bruni entra nel cuore del filosofo della soggettività e dell’individualità, di colui che ha
posto il singolo contro ogni sistema e ha detto che “l’esistenza è un labirinto in cui ognuno
deve trovare la propria strada”. Si tratta di Søren Kierkegaard, per il quale la verità
non è concetto da dimostrare,
ma qualcosa che si vive, si sperimenta, si soffre. Per questo
la sua critica non è solo filosofica: è esistenziale e tragica.
Tra dialoghi impossibili,
immaginari e immaginati, e
confronti necessari, il testo
attraversa l’incontro con Hegel a Francoforte; il dialogo
spirituale con Dostoevskij sulla sofferenza come via alla verità; il confronto con Kant sulla fede come “salto nell’ignoto”, e la storia lacerante con
Regina Olsen, dove l’amore diventa paradosso e scelta di
perdita per non usare l’altro.
Ma ci sono anche Albert Camus, María Zambrano, Johann
Wolfgang Goethe, Oscar Wilde
e Giordano Bruno.
Un libro compatto e unitario, ma volutamente non sistematico, che non vuole spiegare
Kierkegaard, ma lo mette davanti a noi come soglia: per
ricordare che l’esistenza non
si comprende, si vive. È anche
un libro in cui campeggia una
trasparente metafisica mistica.
[ISBN-978-88-3305-749-1]
Pagg. 306 - € 20,00
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