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Bio-Bibliografia



LE OPERE

Antonio Gramsci. Una “critica integrale”

Carlo Levi

Cesare Pavese

Dante contro Cavalcanti

Dario Fo

Davide Lajolo: Il «Nido» e il «Sogno in avanti»

Giovanni Boccaccio

Giulio Cesare Croce: Bertoldo e il mondo popolare

I confini della letteratura

Il «neo-umanesimo» di Nino Pino

Il racconto della realtà

Letteratura e cultura dei ceti subalterni in Italia

Piero Gobetti critico letterario e teatrale

Rocco Scotellaro. Mito, storia e poesia

Scrittori piemontesi del Novecento







Antonio Catalfamo

DANTE CONTRO CAVALCANTI

«Ortodossia» e «miscredenza» nella temperie
politico-dottrinale e letteraria del loro tempo


Dante contro Cavalcanti

     Gianfranco Contini ha scritto che l’«ombra» di Dante è presente in tutta l’opera di Guido Cavalcanti, ben oltre gli anni della comune esperienza stilnovista, nei quali il «sommo poeta» considerò l’«ottimo filosofo naturale» (secondo la felice definizione di Boccaccio) suo «primo amico», per distaccarsene successivamente. Sulla scia del grande filologo, la critica ha visto sempre Cavalcanti in funzione di Dante, collocandolo qualche gradino al di sotto di lui, dal punto di vista del valore artistico.
     Ma Antonio Gramsci, in alcune pagine veramente pregnanti dei Quaderni del carcere, ha creato le premesse per valutare Cavalcanti in tutta la sua grandezza, come massimo rappresentante dell’«eresia» comunale, anticipatore dell’«umanesimo laico», affermatosi nei secoli successivi, con proiezioni fino ai nostri giorni.
     Il presente volume si propone di rappresentare senza reticenze lo scontro che oppose Dante e Cavalcanti, portatori di due concezioni della vita e dell’arte assolutamente inconciliabili, fondate rispettivamente sull’«ortodossia» cristiana e sulla «miscredenza», che sfociarono in una lotta senza esclusioni di colpi, al di là delle forme apparenti della «cortesia» medievale, che rende realistica l’ipotesi che il «sommo poeta», come priore, abbia decretato la condanna all’esilio sarzanese dell’ex «primo amico» e la conseguente morte per malaria, causata dall’insalubrità dei luoghi, non per ossequio alla «ragion di Stato», ma per un atto di rivincita.




[ISBN-978-88-3305-149-9]

Pagg. 184 - € 15,00


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