Edizioni Solfanelli Edizioni Solfanelli

Le Edizioni Solfanelli saranno presenti al Salone del Libro di Torino (16-20 maggio 2013) nello STAND E10 - Padiglione 1

Le presentazioni si svolgeranno nello Stand della REGIONE ABRUZZO - S76 - Padiglione 3

Tel. 0871 561806 - Fax 0871 446544 - edizionisolfanelli@yahoo.it

 

Edizioni Solfanelli

Scarpette bianche

SCARPETTE BIANCHE

Arturo Bernava

Personaggi equivoci e grotteschi si aggirano in Abruzzo, in quel luglio del 1943.
Chi è l’ombra nera che aleggia e scivola per le stradine del paese?
Perché il matrimonio tra l’attempato Osvaldo Pierantozzi e la giovane e bella Italia Michelli non è stato celebrato dall’iroso parroco, don Michele Vitocolonna, detto Tiscrocco?
Perché il Duce, subito interpellato dal Pierantozzi, non risponde alle sue richieste?
Cosa è venuto a fare in paese uno strano medico, dall’aria al tempo stesso risoluta e spaurita?
Perché l’anziana Maria Celidonio smette improvvisamente di parlare, cadendo in uno stato catartico?
Tante domande sovrastano il paesino abruzzese, così come le lettere anonime che improvvisamente cominciano a essere recapitate.
Ma non è tutto. La notte in cui i tedeschi giungono da invasori e non più da alleati, una fragile e indifesa vecchina viene uccisa. Sembra il delitto compiuto da un ladro occasionale, ma la vecchina non era né fragile, né indifesa. Custodiva importanti segreti a cui tutti i personaggi del romanzo danno la caccia.
Solo uno, però, riuscirà a capirne l’essenza. Lo stesso che inseguirà l’Amore, quello che giunge improvviso e non si cura di chiedere la nazionalità e il credo politico di chi incontra. Quell’Amore che avrà ragione del gioco delle parti e ridonerà la giusta dimensione a un mondo sconquassato dalla guerra e dall’odio...

Edizioni Solfanelli

L'Europa al bivio

L'EUROPA AL BIVIO

Franco Ferrarotti

L’Europa è ferma di fronte al dilemma: unione puramente monetaria oppure autentica comunità politica? Questo libro spiega che il dilemma viene da lontano e costituisce il peccato originale dell’Unione europea. L’Europa ha ceduto e fino ad oggi è rimasta legata alla concezione del generale de Gaulle di una “Europa delle patrie”, unita sola dalla moneta unica. Ma una moneta sovrana senza sovrano non basta. È una moneta orfana, vittima designata della predatoria speculazione internazionale. Il primo saggio, che dà il titolo a questo libro, affronta questo tema, oggi decisivo per l’avvenire dell’Europa...

Edizioni Solfanelli

La Proprietà di Popolo

LA PROPRIETÀ DI POPOLO

Giacinto Auriti

Su iniziativa del Centro Studi Politici e Costituzionali, il 13 aprile 1976 è stato depositato, presso la Corte di Cassazione di Roma, un disegno di legge di iniziativa popolare, per ripartire fra i cittadini il reddito monetario del capitale amministrato dallo Stato (G.U. n. 98 del 14-4-1976).
Tutto il sistema normativo proposto è stato organicamente concepito sul principio essenziale che la proprietà di un capitale è di chi ha diritto al reddito. Come il socio di una società commerciale ha una quota di capitale in quanto ha diritto al dividendo, così il cittadino, mediante il diritto alla quota di reddito, consegue una quota ideale di proprietà del capitale amministrato dallo Stato...

Edizioni Solfanelli

Proust e la filosofia contemporanea

PROUST
e la filosofia contemporanea


Anne Simon

Il presente libro, curato da Giuseppe Grasso, comprende quattro scritti, apparsi in francese tra il 2004 e il 2009, in cui l’autrice propone un interessante percorso di lettura sulle complesse relazioni che s’intessono – a partire dal caso Proust – fra la creazione letteraria e la creazione del pensiero.
Se Proust ha avuto un rapporto ambivalente con la filosofia, anche i pensatori del Novecento – da Sartre a Barthes a Deleuze – hanno adottato strategie di appropriazione e di distanziazione diversificate nei confronti della Recherche, opera divenuta punto di riferimento ineludibile nel corso degli anni Cinquanta.
Dopo alcuni suggestivi raffronti con la filosofia di Husserl, che la critica francese non ha mai accostato a Proust, Anne Simon passa in rassegna le divergenze di fondo che separano l’approccio ermeneutico di Ricœur da quello fenomenologico di Merleau-Ponty, ugualmente interessati al mondo poetico proustiano.
La raccolta di scritti antologizzati – tre dei quali sono inediti in Italia – mira a far vedere il modo in cui Proust non smette d’infondere il proprio respiro al pensiero. Alla ricerca del tempo perduto rimane oggi, sotto molti profili, il romanzo-chiave per affrontare i legami fra letteratura e filosofia, proprio perché non smette di confondere (e di rendere fluidi) i confini fra le due pratiche...

Edizioni Solfanelli

Edizioni Solfanelli

LA LEZIONE DI ANTONIO ROSMINI-SERBATI

Francesco Petrillo

Prima ancora che come teodicea sociale — il suo fine —, la Filosofia del diritto di Rosmini si mostra dunque come ricerca dei contenuti del diritto. Questi ultimi sono il mezzo della Teodicea. E proprio il rosminiano “diritto come mezzo” diventa oggi di grande interesse per il giurista contemporaneo. Nella contemporaneità, nella complessità delle nostre società civili e giuridiche, il diritto-mezzo diventa il primo oggetto di analisi dello studioso del diritto, perché è questo mezzo a divenire ulteriore strumento utile al fine di risolvere alcune questioni che la legge, protagonista esclusiva della modernità e dei soli albori della postmodernità, non riesce più a sussumere nel suo dettato sintetico generale e astratto.
L’attualità del pensiero rosminiano in tema di diritti umani fondamentali va tutta incentrata su un’autonomia della tutela giuridica capace di prescindere tanto da ogni retaggio morale, quanto da ogni ideologia politica...

Edizioni Solfanelli

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IL DEMONE MERIDIANO

Paul Bourget

Cos’è il “demone meridiano”? È la tentazione di chi ha raggiunto il meriggio della vita [di chi ha superato “il mezzo del cammin di nostra vita”]. Per Louis Savignan, affermato storico e bandiera degli intellettuali cattolici, tornato da Parigi nella natia Alvernia quando gli viene offerto di candidarsi al Parlamento, tale tentazione consiste da un lato nel poter trascurare gli studi per la politica, dall’altro la morale per amare la donna con cui era stato fidanzato vent’anni prima e da cui era stato abbandonato.
Nel frattempo, a Parigi, un prete modernista celebra (cinquant’anni prima del Concilio!) con un nuovo rito in lingua volgare e il figlio di Savignan inclina pericolosamente verso questa eresia.
Sullo sfondo, la lotta della Chiesa contro il nemico esterno (la politica anticlericale massonica) e quello interno (il modernismo).
Il demone meridiano, considerato il capolavoro di Bourget, ha un intreccio perfettamente funzionante, ma è soprattutto un raffinato scavo psicologico e, infine, un grande romanzo ideologico. La maestria del suo autore non fa mai scadere il lavoro nel didascalismo (difetto purtroppo quasi congenito alla maggior parte della narrativa cattolica)...

Edizioni Solfanelli

Edizioni Solfanelli

NON DUBITARE
Contro la religione laicista

Giuliano Ferrara

L’etica laica o secolare o moderna è stata l’etica del dubbio sistematico. Nella nostra percezione del mondo, della società e della condizione umana il dubbio e la libertà sono inseparabili, sono fratello e sorella. Ma ora bisogna scegliere. Bisogna cioè smettere di dubitare, almeno entro certi limiti. Bisogna ricominciare, entro certi limiti, a sapere per credere e a credere per sapere. È un percorso pericoloso, esposto a dottrinarismi equivoci e a una riduzione della complessità infelice della cultura alla chiarezza troppo felice del dogma, ma è un percorso obbligato. Se tutto viene messo in dubbio, è ora di credere in qualcosa...
“Dio è rigorosamente escluso dalla vita pubblica”. Quando Benedetto XVI pone questo problema non interferisce per ragioni confessionali con la cultura moderna degli europei; ne rende semmai intelligibile, comprensibile, il passo nel tempo nostro e la proiezione nel futuro. La questione della verità come etica della ragione si ripropone come questione politica. Dio è il chiaro nome di tutto questo per il capo della Chiesa cattolica. Noi laici dobbiamo trovare a tutto questo un nome, e in fretta...

Rivista Bérénice

Rivista Bérénice

BÉRÉNICE n. 44
Speciale DADA

Rivista Il Filo d'Arianna

Rivista Il Filo d'Arianna

IL FILO D'ARIANNA n. 3
Cultura e culturale
Il mestiere di scrivere
Lune di carta di André Malraux

IF - Insolito e Fantastico

IF - Insolito e Fantastico

IF - Insolito e Fantastico n. 12
SF SOCIOLOGICA

Pandora
LA VERA STORIA DELL'<i>UOMO QUALUNQUE</i> Ricostruire la democrazia UN POPOLO DI FRENETICI INFORMATISSIMI IDIOTI LA NOTTE DI ROMA

Paolo Deotto
e Luciano Garibaldi
LA VERA STORIA DELL'UOMO QUALUNQUE

Pagg. 120 - € 10,00

“Qualunquismo”. Pochi sanno cosa voglia realmente dire, a cosa si riferisca. Ma in tanti sono pronti a giurare che il “qualunquista” è un uomo egoista, gretto, che bada solo agli affari suoi, che evita qualsiasi impegno politico e sociale. Se invece leggiamo la straordinaria avventura di Guglielmo Giannini, fondatore del settimanale “L’Uomo Qualunque” e poi dell’omonimo partito politico, scopriremo che quel commediografo di successo, giornalista, scrittore, era un uomo serio, pur con le sue intemperanze, col suo carattere sanguigno e irruente. Scopriremo che il movimento politico che fondò aveva probabilmente un difetto fondamentale: era troppo moderno.
In un’Italia che usciva dalla Seconda guerra mondiale e dalla guerra civile, che era alla fame e tuttavia ancora dilaniata dall’odio, il giornale di Giannini e successivamente il partito costituirono la voce di quei milioni di italiani che desideravano tornare a una vita normale, che erano disgustati da una politica di settarismo e arrivismo, che volevano tornare a essere cittadini e non continuare a essere sudditi.
Un’avventura brevissima, quella di Giannini. Il clamoroso successo del settimanale, alla fine del 1944, e del partito, alle elezioni per la Costituente e alle amministrative del 1946, fecero tremare i grandi partiti di massa, la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista, che, alleati nel CLN ma sempre in contrasto tra loro, trovarono un nuovo momento di unità nello stritolamento di un comune nemico che si era dimostrato in grado di catalizzare i voti degli italiani pacifici, lavoratori, stanchi di furori ideologici che avevano portato solo disastri. Alle elezioni politiche del 1948 ebbe inizio il declino dell’“Uomo Qualunque”, che fu inarrestabile. La politica “professionale” aveva vinto e si prese anche la vendetta con la “damnatio memoriae”...

Giorgio Galli
e Daniele Vittorio Comero
RICOSTRUIRE LA DEMOCRAZIA

Pagg. 136 - € 11,00

Le conquiste sociali e politiche del secolo scorso, in primis, la sovranità popolare e il suffragio universale, frutto del lungo percorso iniziato in epoca illuminista, sono oggetto di continui tentativi di esproprio.
In campo politico, in questi ultimi decenni, ci sono state almeno due tentativi: nel 1993 con la legge elettorale detta “mattarellum” (collegio uninominale e liste bloccate) e nel 2005 con il “porcellum”, il famigerato sistema elettorale che ha reso il Parlamento un’assemblea di nominati. Un passo indietro nella storia, di oltre centocinquanta anni.
La scelta della nuova legge è diventata una moderna “tela di Penelope”, da tessere di giorno e disfare di notte. Se la metafora storica è quella giusta, allora c’è da aspettarsi il ritorno di Ulisse, per liberare il “Palazzo”...

Franco Ferrarotti
UN POPOLO DI FRENETICI INFORMATISSIMI IDIOTI

Pagg. 104 - € 9,00

Il termine “idioti” del titolo non è un insulto gratuito. È da intendersi nel senso etimologico di “circoscritti”, “localizzati”, “irretiti”, “prigionieri nel web”.
È sempre più tardi di quanto si crede.
Ora anche i periodici a grande tiratura (si veda “Newsweek” del 13 luglio 2012) i fini dicitori del giornalismo salottiero e i compunti maggiordomi del potere quale che sia, i vati dell’ovvio e gli specialisti dell’aria fritta se ne vanno accorgendo.
Un’intera generazione — come da almeno trent’anni vado documentando — appare nello stesso tempo informatissima di tutto, comunica tutto a tutti in tempo reale, ma non capisce quasi nulla e non ha niente di significativo da comunicare. È una generazione al macero, appesa agli schermi opachi di TV, Internet, Facebook, Youtube, eccetera, destinata all’obesità catatonica e alla lordosi sedentaria. La stessa molteplicità e eterogenea abbondanza delle informazioni la deforma, la fagocita, le impedisce di stabilire una propria tavola di priorità.
Internet, priva della critica delle fonti, è la grande pattumiera planetaria e paratattica, in cui giovani e giovanissimi, adolescenti, ma anche giovani adulti, vanno quotidianamente affondando.
Questo è un grido di allarme che non si fa illusioni. Non sarà ascoltato. Quest’epoca avrà il malessere del benessere che si merita...

Giulio Alfano
LA NOTTE DI ROMA

Pagg. 88 - € 8,00

Il presente volume nasce da uno studio condotto sul filo della memoria e della ricerca storica relativamente al breve ma intenso periodo dell’occupazione nazista di Roma.
La città ne emerge come centro nevralgico della ricostruzione, laboratorio di idee e percorsi politici dai risvolti a volte impensati, a partire dal successo della Democrazia Cristiana fino alla stabilizzazione del regime democratico, le lotte sindacali e il fiorire di una nuova atmosfera culturale.
Rivivono nel libro figure mitiche del mondo dello spettacolo, ma anche personaggi dal forte carattere o grandi figure del mondo cattolico, insieme a eventi spesso dimenticati quale quello dell’Operazione Rabat, che vide protagonista Pio XII.
Il difficile momento della crisi del regime fascista, il suo crollo repentino, la solidarietà umana e civile che la città dimostrò nel passaggio dall’occupazione alla ritrovata libertà vengono approfondite storicamente in La notte di Roma, dove trovano anche spazio le memorie delle sofferenze della popolazione in quei giorni atroci...

Pandora
Un treno nella notte filosofante La Pietra dell'Alchimnista Girandole sui balconi Sherlock Holmes e il fuoco della Pernacchia

Piero Vassallo
UN TRENO NELLA NOTTE FILOSOFANTE

Pagg. 200 - € 15,00

Manifesto dall’animosa rivolta alla cultura iniziatica, Un treno nella notte filosofante, descrive la mostruosa e feroce desolazione generata dallo sposalizio tragicomico degli errori filosofici convergenti nella scena postmoderna, dopo aver duellato nei secoli della violenza illuminata. Pagine impietose rappresentano, con stile irridente e sfregiante, gli autori e le azioni oscene e violente ispirate dal neo-pensiero. All’ostinato credente nella dialettica conservazione-rivoluzione è dunque svelato il cuore del delirio, che regge la neo tirannide.
Il cuore del viaggio, infatti, è la locanda dell’armonia fra gli opposti, soffice e limacciosa versione del sistema concentrazionario, instaurata dalla copula ultramoderna — et sinistra deragliata et destra alienata — per il Bene della Sodomia e della Banca tanatofila. Nella locanda s’incontrano, in maschera, i gloriosi avanguardisti dell’ultrarivoluzione.
Narrando il viaggio nella incubosa e grottesca notte del postmoderno, l’autore insinua la nostalgica rievocazione delle incompiute biografie degli antimoderni, militanti — in vertiginosa acrobazia — tra Evola e san Tommaso. Sfilano tra commozione e umorismo le malinconiche figure degli entusiasmi, delle attese, dei disinganni e delle umiliazioni, nelle quali sono specchiate le biografie dei ribelli al sistema delle opposte e convergenti menzogne. Vicende ora patetiche ora affascinanti, sempre censurate o diffamate dal potere sfidano la desolata piattezza del presente.
Nel finale a sorpresa la speranza cristiana si propone attraverso i paradossi scintillanti e le espressioni enigmatiche e spericolate del poeta tradizional-futurista Francesco Grisi...

Renato Pestriniero
LA PIETRA DELL'ALCHIMISTA

Pagg. 352 - € 20,00

Narra la leggenda che il 25 marzo 421 d.C. un singolare villaggio di pescatori sorse sulle acque di alcune lagune dell'alto Adriatico. Nel corso dei secoli fu chiamato Venetia, Vinegia, Venexia, fino all'attuale Venezia.
Trasformare un villaggio - in quel luogo e con la tecnologia di allora - in una città diventata Serenissima Repubblica e Regina dell'Adriatico fa pensare che quell'idea e la tenacia di portarla avanti nei secoli appartengano più all'immaginazione che alla realtà storica. Ecco perché certi accadimenti che vi si verificarono sfumano nella zona vaga che si colloca tra storia e fantasia dove possono realizzarsi eventi straordinari.
Qui viene narrata la storia di Aloisio Vignali, alchimista del XVI secolo. La sua vita si intreccia con quella di Geo Dalvise, giovane ricercatore del XXI secolo, in un intreccio convulso e affascinante dove il giallo si combina con l'horror, la magia con la fisica nucleare, l'amore con il feticismo, l'utopia con l'ignoranza e la ragion di stato. Ma non solo. Altre forze entrano nel gioco rimbalzando nel tempo.
E tutto ciò avviene in una città che, secondo coerenza e razionalità, non potrebbe esistere...

Maurizio Grasso
GIRANDOLE SUI BALCONI

Pagg. 208 - € 15,00

Una stupida ramazza, insulsa irruzione di concretezza nella realtà, sembra approdare a un significato e un messaggio per la vita di Bianca.
Nel breve delirio di amor panico che attraversa Francesco prima della sua morte improvvisa c’è un’immagine estremamente concreta e apparentemente avulsa dalla storia. Le girandole sui balconi. “Perfino questo sembra voler significare qualcosa,” si dice Francesco, ed è una delle ultime cose che ha avuto il tempo di dirsi.
Le girandole di Francesco e la ramazza di Bianca sono il contraltare materiale della loro astrattissima scelta di amare, il parallelismo simbolico di un loro inevitabile, atavico percorso umano, come l’immagine finale del fiume che non può essere deviato dal suo corso, o quella della stessa ramazza che di fase in fase nella vita di Bianca converge ineluttabilmente verso un significato ultimo, finale.
Girandole sui balconi: quante volte ci è capitato di vederne e magari di interrogarci sul perché siano finite là, dimenticate là, ciononostante il vento continua a farle girare all’impazzata...

Paolo Carretta
SHERLOCK HOLMES E IL FUOCO DELLA PERNACCHIA

Pagg. 248 - € 16,00

Nel 1915 l’Abruzzo è colpito da uno dei più disastrosi terremoti della storia d’Italia, quello di Avezzano con oltre trentamila morti. Purtroppo incombe la prospettiva, sempre più concreta, di un coinvolgimento in quella catastrofe di livello planetario che è la Grande Guerra. Nuove terribili armi si apprestano a fare il loro debutto tra i monti fioriti dell’Appennino.
Molti soffrono e soffriranno, pochi sguazzano e lucrano per le possibilità offerte dalla ricostruzione e dalla mobilitazione. Un Maresciallo dei CCRR combatte la sua “buona battaglia” ma pare sul punto di essere soverchiato da avversari (esterni) e da nemici (interni). L’odioso omicidio commesso ai danni di una nobildonna inglese, opera di menti raffinate, richiama tuttavia a Sulmona e sulla scena del crimine, un illustre pensionato Sherlock Holmes e il suo fedele compagno dr. John Watson. Fortunatamente c’è anche Gabriele d’Annunzio con le sue donne, la cui presenza vale da sola a scongiurare il rischio di un giallo senza...

Faretra
Incontri nella Terra di Mezzo Storia dell'A.L.B.A. Il Natale e il Presepe nel cuore dell'uomo Il fascismo e la tradizione italiana

Primo Siena
INCONTRI NELLA TERRA DI MEZZO

Pagg. 216 - € 15,00

Convocati in una ideale “Terra di Mezzo” l’autore incontra quindici esponenti del “pensiero differente” del secolo XX, sui quali egli s’è formato intellettualmente e spiritualmente. Dieci di essi, italiani (Giovanni Gentile, Marino Gentile, Julius Evola, Guido Manacorda, Attilio Mordini, Silvano Panunzio, Michele Federico Sciacca, Giovanni Papini, Ferdinando Tirinnanzi, Emilio Bodrero); e cinque stranieri (Vintila Horia, Russell Kirk, Romano Guardini, Charles Maurras, Carlos Alberto Disandro). Si tratta di una minoranza di pensatori che hanno saputo concepire intellettualmente e testimoniare nei fatti una visione metapolitica del mondo e della vita: confessori di un “pensiero forte” che – in tempi dominati dal “pensiero debole” – riscatta il vigore essenziale di una cultura “politicamente scorretta”.
L’itinerario intellettuale dei pensatori qui ritratti, ripropone gli aspetti plurimi di un “realismo metafisico” che, affrontando il kaos della nostra epoca inquieta, cerca di riaprire la via del kosmos sulla quale incamminare nuovamente la società attuale per ricondurla ad un modello sapiente di civiltà, nel solco della tradizione perenne...

Alessandro D'Ascanio
STORIA DELL'A.L.B.A.


Pagg. 184 - € 14,00

Nel corso del 1941, nel pieno della drammatica partecipazione dell’Italia al secondo conflitto mondiale, IRI e AGIP furono incaricati dal regime fascista di installare un impianto di estrazione di oli combustibili sulla Maiella, nel cuore del bacino minerario asfaltifero abruzzese.
L’apparato logistico delle forze armate reclamava un urgente bisogno di carburante dal momento che gli allineamenti strategici della guerra avevano tagliato fuori l’Italia dal greggio di provenienza mediorientale. Si decise allora di investire denaro pubblico nella costituzione dell’ALBA (Azienda lavorazione bitumi asfalti), una specifica struttura aziendale, controllata dai due enti cardine dell’interventismo economico statale, cui si conferì la difficile missione di sperimentare una nuova tecnologia di trattamento delle rocce asfaltiche per l’estrazione di oli.
L’ambizioso tentativo, nel breve volgere di un biennio, fu bruscamente arrestato dal deflagrare inarrestabile delle operazioni belliche sul suolo nazionale e dall’occupazione tedesca degli impianti in costruzione. Nel dopoguerra, il sito individuato sarebbe stato lasciato nel più completo abbandono...

Corrado Gnerre
IL NATALE E IL PRESEPE NEL CUORE DELL'UOMO

per capire perché il Natale e il presepe affascinano tutti... anche chi non crede

Pagg. 160 - € 12,00

Il Natale e il Presepe affascinano tutti. Anche coloro che non credono. Perché?
La risposta sta nell’affermazione secondo cui Dio si è fatto veramente uomo, fino ad abbracciare altrettanto veramente la fragilità dell’infanzia. Questa affermazione, pur non condivisa da tutti sul piano del significato, diventa per tutti affascinante sul piano dei desideri più profondi che albergano nel cuore.
L’incanto del Natale non passa inosservato. Anche chi non crede, sente che l’annuncio “Dio è venuto fra noi!” è perfettamente rispondente alle proprie più intime attese, perché paradossale, perché umanamente inimmaginabile. Chesterton sul Natale scrive: «Tutta la letteratura ha cantato le trasformazioni di quel semplice paradosso: che le mani che avevano fatto il sole e le stelle erano troppe piccole per accarezzare le grosse teste degli animali. E il critico scientifico (…) sentenzia essere ‘improbabile’ qualche cosa che noi abbiamo quasi pazzamente esaltato come incredibile, qualche cosa che sarebbe troppo bella per essere vera, ma che è vera.»

Piero Vassallo
IL FASCISMO E LA TRADIZIONE ITALIANA



Pagg. 152 - € 12,00

Il muro di Berlino ha sepolto i comunisti, il mito dell'unità italiana intorno ai sacri e indeclinabili valori della resistenza al fascismo ha consegnato ai postcomunisti il potere di legittimare o delegittimare il qualunque esponente della cultura e della politica nazionale.
L'uscita della tradizione italiana dai lavativi ingranaggi della censura comunista non è dunque possibile senza accettazione della verità storica sul fascismo e sui cattolici consenzienti.
La demonizzazione del fascismo proietta un'ombra infamante su tutte le espressioni del pensiero italiano che non sono riconducibili al compromesso con i rottami dell'ideologia comunista o alla condivisione dei suoi desolanti esiti francofortesi...

Saperi
Aspetti storici e politici del fascismo Breve storia del Risorgimento Massimo D'Azeglio La Falange Spagnola

Luigi Gagliardi
ASPETTI STORICI E POLITICI DEL FASCISMO


Pagg. 80 - € 8,00

Questa esegesi del fascismo rappresenta un sommario adatto a una ricerca storico-politica con carattere di aderenza scientifica.
Ieri come oggi la perdurante attenzione che da ogni parte viene riservata alla storia e alla dottrina del fascismo sembra superare l’importanza di quella riservata alla democrazia cristiana, al socialismo, al comunismo, movimenti questi risultati vincenti nella competizione bellica e in quella storico-politica successiva alla Seconda Guerra mondiale. Gli stessi esponenti di detti movimenti, siano essi italiani o stranieri, non riscuotono, almeno dal punto di vista divulgativo, quella attrazione che riscuote Mussolini e il movimento da lui fondato. Una tendenza sorprendente, soprattutto se la si mette in relazione alla sua tragica fine...

Francesco Agnoli
BREVE STORIA
DEL RISORGIMENTO

Pagg. 72 - € 7,00

Per duemila anni l’Italia ha portato in sé un’idea universale, capace di riunire il mondo, [...] frutto della vita del mondo: da principio quella romana antica, poi la papale. I popoli cresciuti e scomparsi in questi due millenni e mezzo in Italia comprendevano che erano i portatori di un’idea universale, e quando non lo comprendevano, [...] lo sentivano e lo presentivano. [...] La scienza, l’arte, tutto si rivestiva e penetrava di questo significato mondiale. Ammettiamo pure che quest’idea mondiale, alla fine, si era logorata, stremata ed esaurita, ma che cosa è venuto al suo posto, per che cosa possiamo congratularci con l’Italia, che cosa ha ottenuto di meglio dopo la diplomazia del Conte di Cavour? È sorto un piccolo regno di second’ordine, che ha perduto qualsiasi pretesa di valore mondiale, [...] un regno soddisfatto della sua unità, che non significa letteralmente nulla, un’unità meccanica e non spirituale e per di più pieno di debiti non pagati e soprattutto soddisfatto del suo essere un regno di second’ordine. Ecco quel che ne è derivato, ecco la creazione del Conte di Cavour.” (Fëdor Dostoèvskij)

Paolo Pinto
MASSIMO D'AZEGLIO

Il sogno di una Italia diversa

Pagg. 128 - € 10,00

Massimo d’Azeglio, aristocratico torinese, presidente del Consiglio del Regno di Sardegna, prima dell’avvento del conte di Cavour; pittore di successo, cui si deve la creazione di quadri in cui il disegno del paesaggio si accompagna alla ricostruzione di episodi esemplari e di figure significative; letterato e scrittore, autore di fortunati romanzi storici, e autore soprattutto di uno dei libri più affascinanti dell’Ottocento, I Miei Ricordi, è oggi ricordato distrattamente, a dispetto della sua importanza storica e della sua attualità politica. Il profilo di Paolo Pinto vuole per l’appunto rimediare a questo deficit di informazione, nella consapevolezza che la vita dell’Azeglio, al di là della piacevolezza degli eventi narrati, possa contribuire alla ricostruzione morale dell’Italia e degli italiani di cui oggi si avverte un gran bisogno...

Paolo Rizza
LA FALANGE SPAGNOLA

Origine ed essenza di un movimento rivoluzionario

Pagg. 112 - € 10,00

Collocandosi autonomamente tra le tendenze rivoluzionarie che nel Ventesimo secolo sfidarono il capitalismo e il comunismo, la Falange spagnola di Josè Antonio Primo de Rivera ha saputo esemplificare in termini etico-politici una vigorosa reazione alla sovversione anti-tradizionale. Il suo riferimento ad una milizia vissuta con il fervore di una sincera disposizione ascetico-religiosa, ha rappresentato la cornice adatta per la riaffermazione di una società depurata da contaminazioni materialistiche e protesa al compimento di una rivoluzione cementata da una viva coscienza del primato dei valori dello spirito...

il Calamo e la Ferula
Oltre la fiaccola I FONDAMENTI DELLA FILOSOFIA POLITICA
DI LUIGI STURZO I genitori di Gabriele d'Annunzio Il profumo del nichilismo

Paola Ottaviano
OLTRE LA FIACCOLA

Appunti apocrifi sull'opera dannunziana

Pagg. 112 - € 10,00

Oltre la fiaccola, è una raccolta di brani, che l’autrice negli anni, ha scritto sulla vita e l’opera di Gabriele D’Annunzio. La raccolta contiene anche due brani inediti: il primo sul tema dell’incesto nell’opera dannunziana, il secondo interamente dedicato al IV Lib. del Trionfo della morte.
La maggior parte dei brani riguarda la produzione teatrale dannunziana. Singolari nella loro attualità risultano poi, una recensione su un raro spettacolo dannunziano: “Era mia - La figlia di Jorio e la Duse” del Drammaturgo contemporaneo Giovanni Antonucci, ispirato alla Figlia di Jorio, e l’intervista all’attrice drammatica Margherita Adorisio interprete di Mila di Codra.
Seppure alcuni brani della raccolta risultano più divulgativi, in quanto pubblicati originariamente su Periodici Culturali, il libro, nella sua complessità mantiene un livello di approfondimento critico assolutamente degno di nota, che ne fanno un prezioso documento per tutti gli studiosi dell’opera dannunziana, grazie soprattutto alla singolare formula psico-critica, scelta dall’autrice in qualità di Psicoterapeuta Dannunzista...

Giulio ALFANO
I FONDAMENTI DELLA FILOSOFIA POLITICA DI LUIGI STURZO

La povertà di un paese ricco

Pagg. 112 - € 10,00

Il laico che opera in politica non lo fa in quanto cristiano, ma da cristiano.
Egli non agisce alle dipendenze della Gerarchia ma nella propria responsabilità; non compie azione cattolica di evangelizzazione, ma azione politica in base alle proprie convinzioni religiose e morali; non si propone di costruire la Città di Dio, compito della Chiesa e della comunità religiosa, ma di contribuire alla costruzione della città dell’uomo.
Il laico elabora programmi politici e compie azioni politiche tenendo conto dei principi cristiani, ispirandosi a essi, ma lo fa in piena autonomia, sotto la propria responsabilità, operando scelte opinabili perché frutto, alla luce di quei principi immutabili, della propria interpretazione, della mutevole e varia congiuntura storica, e non derivanti direttamente dai contenuti della fede religiosa, né imponibili come verità di fede...

Giuseppino MINCONE
I GENITORI DI GABRIELE D'ANNUNZIO

nei racconti del figlio

Pagg. 136 - € 11,00

La figura paterna nelle opere di Gabriele d’Annunzio è presente solo saltuariamente, soprattutto negli scritti autobiografici e di memorie, ma non per questo essa è meno importante. Mentre la madre, Luisa de Benedictis, è per d’Annunzio una figura piuttosto presente ed è anche amata e osannata.
Il padre è in una situazione di odio e amore, ma il figlio non ne può fare a meno, sia perché Gabriele somiglia a lui per certi comportamenti libertini e di «figliol prodigo», ma anche perché deve all’ambizione paterna aver egli seguito un iter scolastico voluto dal genitore e l’aver assecondato il desiderio di gloria fortemente sentito dal padre...

Luigi Iannone
IL PROFUMO DEL NICHILISMO

Presentazione di Alain de Benoist

Pagg. 144 - € 11,00

La civilizzazione si fregia di alcune parole simbolo come libertà, globalizzazione, emancipazione, uguaglianza e di un codice di regole il cui valore supremo è il diritto alla felicità. Nessun intellettuale o filosofo riesce ad immaginare un mondo che non si fondi su queste fondamenta e nessun economista a concepire un modello di sviluppo radicalmente diverso. Tutto sembra già dato. Eppure, ad una lettura attenta, la realtà appare ben diversa perché la società si muove su una invisibile linea di demarcazione tra civiltà e barbarie che la rende allo stesso tempo progredita e spietata, tecnologicamente avanzata e disumana, capace di fornire opportunità e di ampliare a dismisura obblighi, limiti e divieti...

il Voltaluna
La storia di Ida Il rosso L'Holbein di Lady Beldonald Maestro Domenico

Francesca Alexander
LA STORIA DI IDA

Pagg. 96 - € 8,00

Largamente apprezzata da quando, sul finire dell'Ottocento, pubblicò nel mondo anglosassone una meravigliosa raccolta di 122 disegni e i suoi scritti – fra cui La storia di Ida – Francesca Alexander è del tutto ignota al pubblico italiano. È vissuta per sessantaquattro anni a Firenze, dov'è morta e dove è ambientato questo struggente racconto della forte fede religiosa di una ragazza fiorentina tanto bella, e piena di nobiltà d'animo, quanto ferita da uno sfortunato amore...

Jack London
IL ROSSO

Pagg. 64 - € 7,00

Per accertare l’origine di un suono possente e misterioso, il naturalista inglese Bassett penetra nel “cuore di tenebra” dell’isola di Guadalcanal. Inseguito dai cacciatori di teste e spossato dalla malaria, Bassett viene soccorso infine da una donna dall’aspetto ripugnante che lo conduce nella propria tribù e s’innamora di lui. Sfruttando cinicamente l’amore di costei, egli riuscirà a scoprire la fonte di quel suono soprannaturale: sepolta nell’altopiano dell’isola giace una sfera gigantesca dai riflessi rossastri che, se percossa, sprigiona una musica celestiale...

Henry James
L'HOLBEIN DI LADY BELDONALD

Pagg. 64 - € 7,00

L’anziana, anonima dama di compagnia di una Lady americana inserita nell’alta società londinese viene improvvisamente “scoperta” dagli artisti dei salotti à la page come incarnazione vivente di un quadro di Holbein. Per una stagione, come un effimero fenomeno di costume, la donna vive un inaspettato “successo di bellezza” proprio al tramonto della propria vita, scatenando peraltro invidie e gelosie, a partire dalla propria protettrice. Il piccolo, bizzarro caso aneddotico si fa dramma e muta infine in tragedia...

Narciso Feliciano Pelosini
MAESTRO DOMENICO

Pagg. 128 - € 10,00

Vivere il Risorgimento non giorno per giorno, abituandosi alle novità, ma tutto d’un colpo, addormentandosi nel sereno Granducato di Toscana e risvegliandosi nel massonico Regno d’Italia, alla vigilia della presa di Roma. Questo capita al buon Maestro Domenico: e l’onesto falegname, da buon cattolico, non può che rimanerne sconvolto. La Rivoluzione può non essere interamente sanguinaria: spesso riesce a raggiungere il proprio scopo attraverso una serie di piccoli atti, eventualmente supportati da qualche grande evento violento e sanguinario...

Micromegas
L'inconscio letterario L'opera d'arte all'eopoca della sua precarietà I Cultural Studies Dario Fo

Eric S. Rabkin
L'INCONSCIO LETTERARIO

Pagg. 96 - € 9,00

Seguendo l’osservazione di Michael Polanyi in La conoscenza inespressa (1966), “conosciamo più di quanto possiamo dire”, Eric S. Rabkin, noto per i suoi studi sul fantastico, s’interroga sulla conoscenza profonda e sui linguaggi naturali dell’uomo attraverso un originale excursus che coinvolge i testi biblici. “La discendenza della fantasia” dimostra come il linguaggio sia valutato, pur inconsciamente, dalla sua efficacia sociale. In “Il frutto proibito” è il cibo a essere analizzato nella sua valenza simbolica. E infine “La città inconscia” in daga sul significato di un simbolo artificiale come la città, il più socialmente connotato: infatti, per Aristotele, umano è colui che vive nella polis. Questi tre saggi si offrono come punti chiave sulla via dell’esplorazione dell’inconscio letterario...

Antonio Del Guercio
L'OPERA D'ARTE ALL'EPOCA DELLA SUA PRECARIETÀ


Pagg. 136 - € 11,00

Questo lavoro trova le sue motivazioni in una serie di fattori, di diverso tipo e livello, che tuttavia cospirano a rendere particolarmente precario il riconoscimento di ricerche artistiche diverse da quelle che sono offerte da un mercato d’arte controllato da un numero esiguo di decisori: offerte che per lo più ripetono da ormai un quarto di secolo, in forme estenuate o “provocatorie” temi e soluzioni gloriosamente affrontate dalle avanguardie storiche degli inizi del ventesimo secolo.
Le difficoltà per così dire estrinseche connesse ai fattori che qui sono stati indicati si connettono a sicure difficoltà interne della ricerca artistica contemporaneo che fra l’altro raramente propone opere “possenti” come quelle che segarono la vicenda artistica internazionale sino agli anni Ottanta.
Una riflessione organica oggi troppo rara su questi temi appare dunque di speciale urgenza...

Valentino Cecchetti
I CULTURAL STUDIES

Cosa sono e come funzionano

Pagg. 120 - € 10,00

I cultural studies sono considerati a seconda dei casi una geniale innovazione metodologica, o un transitorio (e pericoloso) fenomeno di moda. Come disciplina ermeneutica di non sempre agevole identificazione possono essere definiti essi stessi un “discorso” sulla realtà dei fenomeni sociali. Frutto delle elaborazioni del Centro di Studi Culturali Contemporanei di Birmingham nel dopoguerra e nati dall’esigenza di rispondere alla crisi delle humanities in Gran Bretagna, i cultural studies si affermano soprattutto nelle università americane, dove conoscono un notevole sviluppo in parallelo con la diffusione del pensiero decostruzionistico e semiotico di provenienza europea.
Attualmente, anche in Italia, i cultural studies si presentano come un plesso di aree “interconnesse” (un “rizoma”, secondo Michele Cometa), cui fanno riferimento non solo gli studi post-coloniali e di genere, ma tutti i saperi che si sviluppano dall’incontro tra antropologia, sociologia e comunicazioni di massa...

Antonio Catalfamo
DARIO FO

Un giullare nell’età contemporanea

Pagg. 96 - € 9,00

Questo volume si occupa dei metodi della rappresentazione teatrale popolare, con particolare riferimento alla rivisitazione delle tecniche della «giullarata» medievale, della commedia dell’arte cinquecentesca e delle «conte» dei «fabulatori» del suo paese, compiuta nelle sue opere da Dario Fo, Premio Nobel per la letteratura nel 1997. L’obiettivo è quello di contribuire al superamento della visione riduttiva che del teatro e della cultura popolare è stata data nei secoli.
L’autore si sofferma dettagliatamente sulle tecniche teatrali, ma non sottovaluta, prendendo esempio dallo stesso Fo, la loro funzione ideologica, né le «strategie comunicative» da esse sottese. Approfondisce, inoltre, il concetto di testo come «testo fisico», che va al di là del «testo scritto», il quale trova il proprio completamento nell’apparato gestuale e linguistico di chi lo recita, divenendo, dunque, testo in fieri...

I Diamanti
Un posto al sole Il Dodecaneso italiano - I Rapporto Cefalonia Immagini

Fabrizio Di Lalla
UN POSTO AL SOLE

Pagg. 440 - ill. - € 30,00

Nonostante la colonizzazione demografica abbia rappresentato l’elemento distintivo del colonialismo, la ricerca storica su tale argomento ha presentato finora un vuoto d’indagine inspiegabile. Salvo, infatti, alcuni scritti dal contenuto pregevole ma limitati ad alcuni aspetti e di estrema sintesi, poco o nulla è stato scritto e il riferimento più importante resta ancora il saggio di Carlo Giglio del lontano 1939.
Questo libro, dunque, cerca di supplire a tale carenza attraverso una ricerca a tutto campo su tale materia attraverso l’esame del notevole materiale disponibile nei principali archivi italiani.
La documentazione raccolta è stata messa a confronto, nel piano dell’opera, con gli articoli pubblicati nelle tante riviste coloniali dell’epoca determinando due piani di lettura...

Luca Pignataro
IL DODECANESO ITALIANO - I

Pagg. 248 - € 20,00

Il primo volume esamina gli sviluppi dell’ordinamento giuridico delle isole sotto l’occupazione provvisoria (1912-1923), poi divenuta piena sovranità dell’Italia (dal 1923 alla seconda guerra mondiale), col passaggio da un’amministrazione diretta da militari a una di funzionari civili, evidenziando le sfere di autonomia di cui godettero sino al 1936 le tre comunità insulari: greca ortodossa (numericamente preponderante), turca musulmana, israelita sefardita (di quest’ultima viene delineata anche la situazione successiva alle leggi razziali del 1938).
Il libro passa poi a descrivere in quali ambiti le autorità militari italiane decisero a partire dal 1912 di intervenire nella realtà locale, organizzando in molti casi ex novo i servizi pubblici e riuscendo a superare il difficile periodo della prima guerra mondiale, per poi doversi confrontare con l’irredentismo ellenico...

Gianfranco Ianni
RAPPORTO CEFALONIA

Pagg. 528 - € 38,00

È dal 2001 che su Cefalonia si abbatte ininterrotta una cortina fumogena di iniziative. Mostre, prolusioni nelle scuole, commemorazioni dei caduti della divisione Acqui, torrenti di retorica a rischiare di rompere gli argini del buonsenso fino a sfiorare il ridicolo, incomprensibili prese di posizione verso chi dissente dalle scarne ricostruzioni ufficiali, opuscoli dove si sfoga una malcelata e immoderata brama di protagonismo, personalità e associazioni di sinistra che s’industriano a dar lustro a chi di Cefalonia ha posto in atto un esproprio proletario per raccontarla come gli pare, percorsi della memoria dove ai turisti vengono servite le bellurie di un vagheggiato eroismo, band di musicisti che vorrebbero farci disperare dall’alba al tramonto per una resistenza immaginata e per un eccidio di massa mai avvenuto...

Fabrizio Di Lalla
IMMAGINI DELL'IMPERO

Pagg. 336 - 16 ill. a col. - € 30,00

La descrizione dell’avventura fascista in Africa Orientale, attraverso una notevole mole d’immagini coordinate su un percorso narrativo, rappresenta una novità nella saggistica. Finora, infatti, sono state rare le opere che hanno utilizzato questo mezzo documentale e nei pochi casi in cui ciò è avvenuto, la scelta ha riguardato aspetti guerreschi, diplomatici o politici, mentre è stato riservato uno spazio non adeguato all’umanità indistinta che ha vissuto quei fatti. L’autore, invece, seguendo le orme del suo precedente saggio, ha descritto visivamente i vari aspetti della vita dei nostri connazionali in terra d’Africa, che laggiù hanno compiuto opere notevoli e azioni nefande, e i loro rapporti con il mondo indigeno, nel loro cammino breve e drammatico verso la conclusione dell’avventura con un ritmo quasi cinematografico...

Athenaeum
Letteratura e cultura dei ceti subalterni in Italia In bilico tra filosofia e letteratura Cesare Abissi del reale

Antonio Catalfamo
LETTERATURA E CULTURA DEI CETI SUBALTERNI IN ITALIA

Pagg. 200 - € 15,00

Il presente volume si occupa del rapporto dialettico realizzatosi in Italia, nei secoli, tra «letteratura colta» e «letteratura popolare», e, specificatamente, della configurazione originale che quest’ultima ha assunto.
Antonio Catalfamo si sofferma su alcuni casi emblematici: da Cielo d’Alcamo, riguardo al quale viene analizzata l’ipotesi di una sua appartenenza o meno alla Scuola poetica siciliana, qui vista dallo studioso nella sua multiformità, con la valorizzazione della produzione in versi dello stesso imperatore Federico II, al caso singolare di Antonio Cammelli, detto il Pistoia, che, pur essendo legato da dura catena all’ambiente della corte, ne denuncia i vizi e si fa portavoce del malessere popolare; dal teatro di Ruzzante, che rappresenta con spirito di viva partecipazione la miseria del mondo contadino «pavano», ai romanzi di Emilio Salgari, che, in alternativa agli scrittori per l’infanzia di fine Ottocento (Collodi, De Amicis), non trasmette al popolo i valori della borghesia post-risorgimentale, ma un autentico spirito anticoloniale; dall’originale esperimento letterario e umano di Danilo Dolci, intellettuale del Nord trasferitosi in Sicilia, il quale finisce con l’identificarsi in toto col popolo, al fenomeno dei «poeti operai», i quali, a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso, diffondono i loro versi in ciclostilato davanti alle fabbriche e costituiscono un tentativo di dare concretizzazione a quella figura di «intellettuale organico», proveniente dal seno del popolo stesso, delineato da Gramsci nei Quaderni del carcere...

Gianluca Corrado
IN BILICO TRA FILOSOFIA E LETTERATURA

Pagg. 224 - € 16,00

Con riferimento principalmente all’area italiana e francese del Novecento e facendo perno di volta in volta su un libro mirato, questa raccolta di saggi mette in comunicazione filosofia e letteratura, alla ricerca di un dialogo che non ibridi l’autonomia delle due discipline.
Scandite nei primi quattordici capitoli introdotti dalla Presentazione, sfilano così riflessioni su temi che vanno dal destino del paradosso tragico quando la sua dimensione letteraria venga riletta in chiave filosofica all’ironia logica di un autore come Achille Campanile. Dalla reversibilità del tempo in un racconto di Gianni Rodari alla provocazione di un elogio estetico dell’ipocrisia. Dal linguaggio del “dispendio” del filosofo e narratore Georges Bataille, approfondito poi quale interprete di Cime tempestose, al rapporto tra essere ed esistere lambito nel Cavaliere inesistente di Italo Calvino e in un saggio del critico e conteur Maurice Blanchot. Dalla bontà “politica” di poter morire, attraverso il grottesco di José Saramago, al commento di due romanzi di Umberto Eco, uno dei quali ha indotto a uno scandaglio del grado di autonomia dei personaggi letterari all’interno della diegesi. Da una curiosa recensione del curioso romanzo di Georges Perec La disparition, scritti entrambi all’insegna di una giocosa sfida, a un profilo di Michel Foucault e delle sue penetranti analisi sul carattere discorsuale della verità...

Antonio Catalfamo
CESARE PAVESE

Mito, ragione e realtà

Pagg. 312 - € 21,00

L’autore, grazie alla sua esperienza di studi internazionali, ha analizzato l’opera di Cesare Pavese nella sua unità, usando un metodo interdisciplinare e realizzando un vero e proprio «corpo a corpo» con i testi.
In questa raccolta di saggi si occupa di vari aspetti, con un approccio innovativo rispetto alla critica precedente: dagli studi dedicati dallo scrittore langarolo alla letteratura americana, a partire dalla sua tesi di laurea su Walt Whitman, a lungo trascurata, alla dimensione dell’«impegno», nel confronto «intertestuale» con altri scrittori, come Vittorini, all’analisi di alcuni momenti biografici (la posizione nei confronti del fascismo, della Resistenza e del Partito comunista italiano), sui quali una parte, seppur autorevole, della critica, ha equivocato, alla rivalutazione delle fasi trascorse dallo scrittore a Brancaleone Calabro e nel Monferrato, dopo l’8 settembre del ’43, sinora considerate, con logica riduttiva, rispettivamente come fasi di stasi creativa e di isolamento, nonché di crisi religiosa, alle tanto dibattute questioni del rapporto tra «mito» e «ragione» nei Dialoghi con Leucò e del rapporto tra «realtà» e «simbolo», nonché tra individuo e territorio (alla luce dei nuovi studi di Franco Ferrarotti), ne La luna e i falò...

Romolo Runcini
ABISSI DEL REALE

Per un’estetica dell’eccentrico

Pagg. 224 - € 16,00

Fondare un’estetica dell’eccentrico significa sovvertire un principio che è sempre stato riconosciuto e attestato nei secoli: la prevalenza del realismo sopra ogni altra rappresentazione che abbia a che fare con la fantasia. A iniziare dal romance greco, per finire con la letteratura di genere, considerata una produzione di secondo livello e priva di qualità. Eppure la fantasia è propria dell’uomo: nessun altro essere vivente ha il potere dell’immaginazione. Anzi, se l’uomo è quello che è, se può definirsi attraverso una cultura, lo deve alla sua capacità di immaginare. Teologi e filosofi si sono esercitati a lungo nel tentativo di spiegare le ragioni di questa “differenza” che, assieme ad altre, rende l’uomo un essere unico nell’universo (almeno finché non scopriremo altre forme di vita analoghe al di fuori del sistema solare). Ciò che Runcini dimostra con questo suo straordinario volume, denso di riferimenti culturali, vera miniera del sapere, per la sua capacità di mettere assieme conoscenze storiche, filosofiche, sociologiche, antropologiche, letterarie e artistiche, è che l’evoluzione umana ha proceduto grazie alla fantasia e all’immaginazione. Che in questa qualità stanno le ragioni profonde del progresso...

 

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