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LA CONOSCENZA PARTECIPATA

Franco Ferrarotti

Questo libro vuol essere un segnale d’allarme per i cultori di scienze sociali che oggi sembrano incapaci di cogliere, descrivere e possibilmente spiegare, le nuove forme della socialità. Si soffermano sulle nuove tecniche comunicative. Non hanno niente da dire sui contenuti. Forse si teme, con qualche buona ragione, il rimprovero di tendenze censorie. Ma la sociologia non è mineralogia. La cumulabilità dei risultati nelle scienze sociali non è equiparabile a quella delle scienze naturali, impropriamente dette «esatte». Nella ricerca sociologica ogni ricercatore è anche un ricercato. La ricerca è con-ricerca, strumento di autoconsapevolezza, organo di autoascolto, di cui l’odierna società tecnicamente progredita ha estremo bisogno, pur non essendone consapevole...

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UMANESIMO CRISTIANO

Massimiliano Merisi

Il libro si propone di applicare il concetto di gnosi – svincolato da riferimenti storici troppo angusti e aperto su una prospettiva ampia di ordine quasi trascendentale – all’àmbito letterario, non tanto per cogliervi eventuali caratteri gnostici – operazione già più volte felicemente tentata – ma, e in questo consiste la vera originalità dell’opera, per ritrovare in una particolare tradizione e in un determinato contesto una possibile reazione e risposta a quelle ambigue declinazioni.
Lo spazio letterario in cui l’autore ritiene di poter individuare questa reazione e questa risposta, legato a un realismo saggio e discreto, alieno da ogni utopia di fuga dalla concretezza limitata ma buona dell’esistente, è quello essenzialmente latino dell’Umanesimo italiano, di cui il volume intende anche proporre, entro queste coordinate e attraverso lo specimen dei suoi campioni più rappresentativi, una possibile ermeneutica alternativa...

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SCARPETTE BIANCHE

Arturo Bernava

Personaggi equivoci e grotteschi si aggirano in Abruzzo, in quel luglio del 1943. Chi è l’ombra nera che aleggia e scivola per le stradine del paese? Perché il matrimonio tra l’attempato Osvaldo Pierantozzi e la giovane e bella Italia Michelli non è stato celebrato dall’iroso parroco, don Michele Vitocolonna, detto Tiscrocco? Perché il Duce, subito interpellato dal Pierantozzi, non risponde alle sue richieste? Cosa è venuto a fare in paese uno strano medico, dall’aria al tempo stesso risoluta e spaurita? Perché l’anziana Maria Celidonio smette improvvisamente di parlare, cadendo in uno stato catartico?
Tante domande sovrastano il paesino abruzzese, così come le lettere anonime che improvvisamente cominciano a essere recapitate. Ma non è tutto. La notte in cui i tedeschi giungono da invasori e non più da alleati, una fragile e indifesa vecchina viene uccisa. Sembra il delitto compiuto da un ladro occasionale, ma la vecchina non era né fragile, né indifesa. Custodiva importanti segreti a cui tutti i personaggi del romanzo danno la caccia. Solo uno, però, riuscirà a capirne l’essenza. Lo stesso che inseguirà l’Amore, quello che giunge improvviso e non si cura di chiedere la nazionalità e il credo politico di chi incontra. Quell’Amore che avrà ragione del gioco delle parti e ridonerà la giusta dimensione a un mondo sconquassato dalla guerra e dall’odio...

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NUNC EST BIBENDUM
Le lupe di Augusto

Stefano Mariano Mazza

Un anno dopo la morte di Antonio e Cleopatra, un prorompente Gaio Ottaviano, in salita verticale, organizza a Roma grandiosi festeggiamenti e convivi, per celebrare la sua supremazia.
Dietro la gigantesca macchina di propaganda, sapientemente amministrata dal futuro Imperatore, si stagliano però due figure chiavi, artefici della sua affermazione.
Sono la moglie, Livia Claudia Drusilla, immagine forzata e stereotipa dell’onestà e morigeratezza, e un’eminenza grigia, la sua passionale ancella, Galeria, cresciuta insieme a lei e divenuta poi liberta imperiale di successo. Hanno dalla loro parte, l’arma politica più potente che esista: l’Amore…
Nel contesto storico che illustra vizi e virtù del periodo augusteo, il leitmotiv è quello edonistico del cibo e del vino nelle scoperte delle eccellenze del periodo. Galeria, forte delle sue capacità imprenditoriali, si muove nelle provincie dell’Impero, promuovendo i vigneti più vocati e indulgendo sapientemente sulle squisitezze dei cibi ricercati ed esclusivi.
Ottaviano, dopo l’elezione ad Augusto Imperatore, affronta gli intrighi di corte che minacciano la sua ascesa irrefrenabile...

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VIAGGIO NELL'ABRUZZO DANNUNZIANO

Donatello D'Orazio

Alfredo Panzini ha scritto romanzi «tra l’antico e il moderno»; Amedeo Maiuri ha ritrovato l’uomo d’oggi nelle dimore e lungo le vie delle antiche città dissepolte, rifacendo l’uomo antico ad immagine di quello d’oggi.
Sia l’uno che l’altro avrebbero potuto scrivere questo Viaggio nell’Abruzzo dannunziano invece di Donatello d’Orazio: il quale, tuttavia, ha trovato nell’Abruzzo una sostanza che non l’ha costretto a «immaginare», come Maiuri, né, come Panzini, a farsi uno stato di spirito tra la storia e la fantasia.
L’Abruzzo è, non tra l’antico e il moderno, bensì antico e moderno: nel suo giorno d’oggi implica il giorno remoto, come nella Basilica di San Giovanni in Venere, presso Fossacesia prospiciente la Dalmazia, nella quale il Cristianesimo fiorisce dal paganesimo; come nel bove che segue San Zopito nella processione di Loreto Aprutino, seguitando il toro egizio Apis; come nel Vocero di Civitaluparella, che perpetua intorno ai defunti quello dei romani, dei greci e dei giudei di duemil’anni addietro.
I chietesi, per non bestemmiare il nome santissimo della Madonna, imprecano: «Mannaggia la Maiella», ricordando così che in quella Montagna s’è impietrita Maia già invocata a soccorso dei raccolti dei loro campi...

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VOINARÒVSKIJ

Kondratij Fëdorovic Rylèev

Il Voinaròvskij di Rilèev è una sorta di scatola cinese. All’interno si scoprono ideali, cammini e incroci di vita, personaggi e popoli, oppressi e oppressori. Voinaròvskij trascina le sua pietosa odissea shakespeariana durante il suo esilio in Siberia, un deserto di geografia e di anime, dove incontra lo scienziato tedesco Miller con il quale si confida.
Ne scaturisce un affresco di sentimenti e commozioni: la prepotente nostalgia per la patria, l'Ucraina, oppressa dalla Russia zarista; il tragico e possente ritratto dello zio Mazeppa, atamano ucraino, che cerca di scuotere il suo popolo dal giogo di Pietro il Grande; le dolcissime memorie familiari dipinte come scene d’interni; soprattutto il respiro profondo della libertà e di qualsiasi sacrificio per conquistarla.

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Verdi

LILITH

Salvator Gotta

La delicata ed intensa descrizione di una storia d’amore, mai dimenticata, tra il protagonista ed una donna che in tutte le sue espressioni di vita ricorda “Lilith” (di qui il titolo) la prima moglie di Adamo (Genesi 1.27). Una donna decisa a vivere la propria vita in assoluta libertà ed autonomia: dalla esuberanza dei sensi, alla gestione della rinuncia fino all’accettazione del dolore più grande… affrontato con dignità e rassegnazione. Una figura femminile contrapposta ad un’altra (la moglie del protagonista) tradizionalmente dedita e sottomessa fin quasi a divenire ombra armonica e fluttuante nei confronti del proprio marito, così come ogni “brava” compagna deve essere secondo la figura della più nota moglie di Adamo: “Eva” (Genesi 2.18)...

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Rossini. Il teatro della luce

ROSSINI. Il teatro della luce

Mario Dal Bello

Nel 2016 si festeggeranno i 200 anni del Barbiere di Siviglia. È il lavoro comico più popolare e più rappresentato del musicista che definì scherzosamente sé stesso “Il cinghiale di Lugo” — alludendo alle origini romagnole del padre — e che altri invece chiamarono “Il cigno di Pesaro”, la città dove è nato.
L’immagine di Rossini è quella dunque del burlone, del buongustaio, dell’autore che scrive a raffica decine di opere e che si sa godere la vita.
Tutto vero? E come spiegare l’improvviso e tenace silenzio a trentanove anni dopo il grandioso Guglielmo Tell, per finire poi venerato come un “Giove olimpico”, ma fuori tempo e morire anziano nel 1868?.
Il testo di Mario Dal Bello indaga le opere più importanti di Rossini, non solo quelle comiche, ma quelle serie che gli hanno dato fama, mostrandone tutta la luce solare che illumina il suo tempo e quello che verrà. Per intenderci, il tempo di Bellini, Donizetti, Verdi, Meyerbeer e addirittura Offenbach...

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La libertà tirannia

La libertà tirannia

Luigi Taparelli d'Azeglio

La “Civiltà Cattolica” contro il Risorgimento: se nei primi numeri della rivista il principale strumento di battaglia era costituito dalla letteratura, con la trilogia di romanzi politici di padre Antonio Bresciani incentrati sui moti del 1848 (L’Ebreo di Verona, La Repubblica romana, Lionello o le società segrete), dieci anni più tardi, nel 1860, padre Taparelli dimostrò una particolare ampiezza di vedute non limitandosi alla critica del presente, ma inserendo la difesa dell’ordine tradizionale in un discorso politologico ben più ampio.
I suoi interventi, veri e propri saggi di “patologia storica”, trascendono gli avvenimenti per esaminare i principi messi in discussione dalla politica di aggressione del Piemonte.
Addirittura, nel saggio che dà il nome alla raccolta, prefigura addirittura il “Grande Fratello”, affermando, sulla scorta di Donoso Cortés, che ormai lo Stato può utilizzare i mezzi moderni per opprimere i suoi sudditi, dopo aver abolito la religione ed averla sostituita con il centralismo amministrativo: infatti tramite due nuove invenzioni, il telegrafo e le navi a vapore, può essere avvertito di ogni pur minima sommossa in qualsiasi parte del territorio e farvi rapidamente giungere truppe. E dal controllo di ogni pensiero dissidente alla sua repressione, il passo sarà breve...

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L'occulta strategia della guerra senza confini

L'OCCULTA STRATEGIA DELLA GUERRA SENZA CONFINI

Giacinto Auriti

Nella storia, i movimenti politici che hanno avuto un ruolo di rilievo sono stati sempre preceduti da un’attività culturale, sia in senso evolutivo, sia in senso involutivo. Vi ricordo le società di pensiero che hanno preceduto la Rivoluzione francese. Vi ricordo le università popolari che furono create dai movimenti marxisti prima di dare vita al partito socialista.
È evidente dunque la necessità di un’alternativa culturale per una vera alternativa al sistema. Dobbiamo fare una scuola di pensiero perché, o noi riusciamo ad esprimere una linea culturale all’altezza dei problemi della nostra generazione, o altrimenti siamo ineluttabilmente costretti a vivere nei confronti degli altri schieramenti politici in un vero e proprio complesso d’inferiorità...

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NON DUBITARE
Contro la religione laicista

Giuliano Ferrara

L’etica laica o secolare o moderna è stata l’etica del dubbio sistematico. Nella nostra percezione del mondo, della società e della condizione umana il dubbio e la libertà sono inseparabili, sono fratello e sorella. Ma ora bisogna scegliere. Bisogna cioè smettere di dubitare, almeno entro certi limiti. Bisogna ricominciare, entro certi limiti, a sapere per credere e a credere per sapere. È un percorso pericoloso, esposto a dottrinarismi equivoci e a una riduzione della complessità infelice della cultura alla chiarezza troppo felice del dogma, ma è un percorso obbligato. Se tutto viene messo in dubbio, è ora di credere in qualcosa...
“Dio è rigorosamente escluso dalla vita pubblica”. Quando Benedetto XVI pone questo problema non interferisce per ragioni confessionali con la cultura moderna degli europei; ne rende semmai intelligibile, comprensibile, il passo nel tempo nostro e la proiezione nel futuro. La questione della verità come etica della ragione si ripropone come questione politica. Dio è il chiaro nome di tutto questo per il capo della Chiesa cattolica. Noi laici dobbiamo trovare a tutto questo un nome, e in fretta...

Rivista Bérénice

Rivista Bérénice

BÉRÉNICE n. 49
Conoscenze narrate

Rivista Il Filo d'Arianna

Rivista Il Filo d'Arianna

IL FILO D'ARIANNA n. 4
L’ESERCIZIO DI ORFEO
ECLISSE DEL DIO UNICO
CIVILTÀ DELLE LETTERE

IF - Insolito e Fantastico

IF - Insolito e Fantastico

IF - Insolito e Fantastico n. 19
GOTICO

Faretra
Per una resistenza cattolica La reazione cattolica contro la decadenza Dalla sodomia all'omosessualita La fuga di Garibaldi e il mistero della morte di Anita

Fabrizio Cannone
PER UNA RESISTENZA CATTOLICA


Pagg. 304 - € 21,00

La crisi contemporanea è una crisi globale, sia in quanto allo spazio (esiste ovunque nel mondo di oggi, in Oriente e in Occidente), sia quanto all'universalità dei problemi che tocca: economici, sociali, politici ma soprattutto etici, morali e spirituali.
In modo sintetico questa crisi è presente nel mondo cristiano europeo in quanto ne ha minato le assisi che da secoli ne guidavano lo sviluppo: Dio, patria e famiglia. Dio è stato cacciato dalla società, dalla cultura, dalla scuola e dal pensiero. La religione è screditata, attaccata, umiliata, più o meno ovunque. La perdita del patriottismo è visibile nell'egoismo individualistico dei giovani di oggi, nel darwinismo sociale eugenetico e nel multi-culturalismo fondato sulla perdita del senso della nazione e del valore della storia e della tradizione. Il crollo dell'istituzione familiare, ultimo forse in ordine di tempo, sta minando in modo indicibile la pace sociale, l'educazione dei bambini, il senso di responsabilità delle nuove generazioni e la moralità dell'impegno e della parola data.
L'autore, con taglio giornalistico e vigore apologetico, fa stato di tutto ciò e mentre critica l'andazzo nichilista della modernità tardiva, offre linee realistiche di recupero e di improcrastinabile ripresa morale. La lotta per la civiltà è oggi il nome di quel vero progresso che debbono desiderare tutti gli amanti della pace, dell'ordine, della famiglia, della religione, della morale e del bene comune...

Paolo Rizza
LA REAZIONE CATTOLICA CONTRO LA DECADENZA


Pagg. 144 - € 12,00

I seguenti scritti, composti nel corso di un quindicennio contrassegnato dalla tirannica invasività del mondialismo e dei suoi prefabbricati sottoprodotti contestativi, rappresentano una sfida diretta al progressismo, che è riuscito a imporre il contro-dogma della modernità come valore indiscutibile; ciò nonostante il suo inattenuato influsso ingannatorio, non pregiudica il vigore speculativo della cultura che riconoscendo il proprio centro nella soprannaturale pienezza del disegno trinitario e radicale del principio di immanenza, ne ha colto l’inequivocabile carica sovvertitrice, confermata dall’imperante nichilismo post-ideologico...

Rodolfo de Mattei
DALLA SODOMIA ALL'OMOSESSUALITA'


Pagg. 168 - € 13,00

Il termine “omosessualità” è stato utilizzato, a partire dalla fine del XIX secolo, per “normalizzare” quelli che fino ad allora erano identificati come “atti contro natura” o, secondo la terminologia biblica, “sodomitici”.
L’excursus storico tracciato dall’autore, dimostra come questo processo di “normalizzazione”, sia il frutto di una precisa scelta ideologica e strategica attuata grazie all’impegno di intellettuali, militanti, e movimenti organizzati, al fine di trasformare in valore positivo ciò che la tradizione aveva sempre considerato come una delle più gravi violazioni della legge naturale e cristiana.
Nella seconda parte dell’opera, basandosi sugli studi scientifici più recenti, Rodolfo de Mattei smonta alcuni ricorrenti luoghi comuni riguardo la presunta “normalità” omosessuale, mettendone in evidenza la totale inconsistenza...

Luciano Salera
LA FUGA DI GARIBALDI E IL GIALLO DELLA MORTE DI ANITA

Pagg. 272 - € 19,00

Quando abbiamo deciso di affrontare il non facile compito di andare alla scoperta della verità sulla fine misteriosa di Anita, prima moglie di Giuseppe Garibaldi, non si è pensato che, a un certo punto, ci saremmo trovati ad affrontare grosse difficoltà.
Il problema non era raccontare che Anita è morta di malaria contratta, grosso modo, nel periodo a cavallo tra la Repubblica Romana, finita precipitosamente, dopo una breve vita di soli cinque mesi, e alla drammatica fuga da Roma, con il marito ed i raccogliticci legionari superstiti in cerca di scampo dalle milizie austriache, francesi, borboniche e papaline scatenate in una furibonda caccia all’uomo.
Fin troppo facile giungere a questa conclusione: avremmo detto quello che afferma la vulgata da 162 anni a questa parte e avremmo chiuso il discorso.
Il problema non era questo…

Pandora
La Besa Io Plinio, Console di Roma Jacob Rohault. I giorni di Venezia Il mistero di Tomar

Lucia Vaccarella
LA BESA

Pagg. 224 - € 17,00

La Besa, dunque. Che già nel titolo racchiude un piccolo enigma linguistico: la parola in albanese vuol dire promessa solenne, giuramento, e implica la fedeltà a un patto che non può essere tradito. Non si tratta solo di un titolo che allude a lontane genealogie, in profondità la parola definisce il suo intenso legame con la famiglia, con le famiglie, la cui presenza sembra allungarsi nel presente, sopravvivendo alle circostanze, alle morti, allo sciogliersi dei rapporti, al fluire insensato del tempo. E con questo è dato il tratto distintivo del libro, un tratto morale ed estetico, che lo rende diverso da altri, equidistante sia dalla banalità della cronaca che dalla scontata commozione...

La festa è stata rimandata una, due, tante volte. Non le ricorda neanche più. Ma ora, finalmente, è arrivato il momento. Si mette il vestito da sera che fruscia a ogni piccolo movimento e fa risaltare la sua carnagione dorata. Occhi verdi dalle pagliuzze dorate, capelli biondi e mossi come onde, bocca carnosa, nasino all’insù: si guarda compiaciuta un’ultima volta nel grande specchio dell’ingresso.

Luigi De Rosa
IO PLINIO, CONSOLE DI ROMA

Pagg. 192 - € 15,00

Il romanzo contiene immaginarie lettere scritte da Plinio il Giovane. Politico e scrittore dell’antica Roma, racconta le proprie esperienze politiche e personali; in particolare il contatto con i primi cristiani, vittime di persecuzioni sotto l’imperatore Domiziano.
L’autore presenta un’ipotesi suggestiva e fantasiosa. Immagina che Plinio, il quale in una celebre lettera a Traiano si dimostra piuttosto tollerante nei confronti dei cristiani, arrivi a cercare di convincere l’imperatore che in fondo il cristianesimo sia una superstizione innocua. Vorrebbe così salvare i seguaci della nuova religione dalle sentenze dei governatori locali, i quali seguono ancora le crude disposizioni persecutorie. Questa è una rilettura della storia comunque verosimile.
Nel romanzo, si intrecciano due periodi della vita di Plinio: quello giovanile e duro di Miseno, e l’altro, carico di responsabilità, di Amastri, in Siria. Tra le innumerevoli lettere di Cecilio, suscita curiosità quella scritta a Traiano, appunto da Amastri, nell’anno 100. Che motivo aveva il proconsole d’informare l’imperatore delle sue scelte forensi? Dopo una valutazione storica e sociale per definire i contorni dell’epoca, l’autore giunge alla conclusione che Plinio tentò di provocare un caso che sollecitasse l’imperatore ad assumere posizione riguardo alla giustizia locale, per ridurre l’arbitrarietà dei governatori verso i cristiani...

Paolo Massimo Rossi
JACOB ROHAULT
I giorni di Venezia

Pagg. 192 - € 15,00

La rivoluzione scientifica del Seicento attraverso il Trattato che un filosofo cartesiano, francese di nascita, cerca di far stampare a Venezia. La sua permanenza nella città lagunare si dipana tra gli intrighi della società patrizia, i ricordi degli anni parigini, il rimpianto di una moglie prematuramente morta. E, ancora, le lusinghe amorose di Fulvia, una fanciulla di nobili natali che gli parla alternando provocazioni erotiche e malinconie. «La donna che state ignorando, di notte si rigira nel letto che lei avrebbe voluto accogliente per voi e per le attenzioni che desiderava rivolgeste al suo cuore e anche ai suoi fianchi e al suo seno.»
«Mi sembra di non aver portato a termine cose che avrei dovuto fare; ma è un elenco inutile. E poi... la lentezza di questa neve. Vorrei vederla come qualcosa di salvifico, caduta per sopire le lacerazioni dell’anima, metafora di un tempo sospeso, in attesa che io possa tornare a parlare impudicamente...

Pino Coscetta
IL MISTERO DI TOMAR

200 - € 15,00

Il mistero di Tomar prende le mosse dal viaggio in Portogallo della guardia nobile pontificia Michele Vaz Lopes de Castro Xeres inviato nel 1824 da papa Leone XII a Lisbona per la consegna della berretta cardinalizia al Vescovo di Évora Monsignor Patrício da Silva, poi si dipana andando indietro nel tempo inseguendo documenti e testimonianze alla ricerca delle antiche radici di famiglia.
Gli avi di Michele forti dei loro nobili trascorsi all'interno della Corte lusitana (quattro regine e un viceré delle Indie), fanno pesare il loro prestigio anche nello Stato della Chiesa dove ricoprono prestigiosi incarichi fino ad un clamoroso crac finanziario che travolge i due rami della famiglia. Un'onta che porta il ramo “romano” a rimuovere moralmente la storia di quella parte del casato responsabile del crac con una damnatio memoriae che cancella (questa volta materialmente), due secoli e passa di storia di famiglia, dal 1440 al 1660 creando un buco generazionale che Michele, approfittando del viaggio in Portogallo vuole colmare rivolgendosi ad un celebre genealogista di Lisbona, Luís Ribeiro da Costa.
«Con gesto deciso — scrive nel suo diario di viaggio Michele — Luís capovolge il faldone e in poche mosse arriva al matrimonio tra Catharina e Álvaro. Da quel matrimonio in poi, foglio dopo foglio, mentre lui legge ed io ascolto, si materializza il peggiore degli incubi e, lentamente, davanti ai miei occhi si alza un impietoso velo su duecento anni di matrimoni combinati tra cristiani-vecchi e cristiani-nuovi, figli bastardi riconosciuti o disconosciuti, ricchezze acquisite e poi predate, violenze inaudite e storie agghiaccianti perpetrate nel nome di Cristo per mano della Santa Inquisizione.»

Faretra
L'equivalenza estetica Da Sartre a Baudelaire Alcune osservazioni sul pensiero di Leopardi Di un certo consenso al dolore

Paolo Pullega
L'EQUIVALENZA ESTETICA


Pagg. 104 - € 10,00

Cos’erano prima dell’estetica, disciplina nata nel 1750, gli oggetti cui oggi diamo il nome di ‘opera d’arte’? Erano oggetti che servivano a qualcosa. La loro funzione poteva essere religiosa o politico-celebrativa. Se vogliamo capirne la funzione propria, spiega Paolo Pullega, dobbiamo ricorrere all’economia classica e adottare il concetto di ‘valore d’uso’ che gli economisti attribuivano ai prodotti per ciò che servivano.
Se riusciamo ad assegnare un valore estetico a un oggetto, da un orinatoio a una carcassa di animale in paraffina, il suo valore economico può crescere in misura esponenziale. Il nodo è l’attribuzione di un valore estetico che determina l’oscillazione di quello economico. Esiste un’«equivalenza» fra estetica ed economia, una corrispondenza di valori. L’apoteosi della bellezza è anche quella del denaro.
Il rapporto fra dimensione estetica e dimensione economica, nato come problema reale solo nella modernità, acquista un rilievo esasperato nella prospettiva della società della comunicazione. Altri temi vengono qui abilmente esaminati dall’estetologo bolognese, dal concetto di straniamento a quello di riproducibilità dell’opera d’arte, dall’idea di originale a quella di copia.
I cinque saggi che compongono la silloge, spesso nati da articoli occasionali sul tema, costituiscono un dialogo a distanza con Walter Benjamin. Ma il dibattito, assai più vasto, investe la ‘profezia’ di Hegel e la crisi del mercato del lavoro nel XXI secolo, le nozioni di alienazione, di aura e di autenticità...

Georges Blin
DA SARTRE
A BAUDELAIRE


Pagg. 112 - € 10,00

Il presente lavoro di Georges Blin, curato da Giuseppe Grasso, è l’intervento più importante pubblicato in risposta al Baudelaire di Sartre del 1946, un punto di riferimento imprescindibile per capire i termini di un confronto che ha fatto epoca e che appartiene alla storiografia letteraria del Novecento. L’autore vi s’interroga sull’opportunità di esprimere un giudizio morale su Baudelaire solo sulla base dei Journaux intimes. Se è vero che il Baudelaire di Sartre nasce come introduzione a una raccolta di pensieri autobiografici, i giudizi del filosofo restano viziati dal ritratto che vuole imporre a priori all’autore delle Fleurs du Mal. Il libro, utilizzando il metodo della «psicoanalisi esistenziale» che chiama in causa la «scelta originaria» di Baudelaire, finisce per svilire l’uomo visto da sempre come il prototipo del «poeta maledetto». Quella di Sartre, spiega l’autore, è una «requisitoria abusiva» in cui il filosofo indossa i panni dell’«inquisitore» più che dell’«indagatore», interessato soprattutto a sostenere le proprie tesi faziose, a verificare le categorie ontologiche dell’esistenzialismo più che a ricercare nell’intimo l’autobiografia dolorosa del poeta. Il libro di Sartre, pur con la sua «maestria», non cattura il lettore. La replica di Blin intende ridefinire la «situazione di Baudelaire» restituendole quella verità che il filosofo aveva piegato indebitamente ai propri scopi. In tal senso l’autore finisce per porsi come una sorta di anti-Sartre. Il saggio Messe a punto e la rassegna di testi sul Baudelaire di Sartre, posti alla fine del volume, apportano un contributo fondamentale per una migliore comprensione del poeta...

Sebastiano Timpanaro
ALCUNE OSSERVAZIONI SUL PENSIERO DI LEOPARDI



Pagg. 88 - € 9,00

Il presente lavoro di Sebastiano Timpanaro, che si avvale nelle sue argomentazioni della svolta critica segnata dagli studi di Walter Binni e di Cesare Luporini, è una serrata indagine, filologica e filosofica insieme, che porta in primo piano la sostanza concettuale dell’opera di Leopardi, il quale fece della poesia un passaggio testimoniale per la definizione del suo pensiero.
La particolarità della posizione leopardiana, ancorata a una tradizione classicistico-illuministica, risiede nella rappresentazione del rapporto uomo-natura che esclude ogni metafisica consolatoria. Il critico, tenace avversario della linea idealista ottocentesca e poi crociana, vede nell’umana infelicità di cui ragiona il Leopardi materialista non già un romantico mal du siècle, né un’angoscia esistenziale, ma un’afflizione soprattutto fisica che egli converte in strenua strategia conoscitiva.
Leopardi viene esaminato lungo il dispiegarsi di un pensiero lucido, corrosivo pur dietro le sue forme limpide, che Timpanaro va ricomponendo attraverso le categorie del «materialismo» e del «pessimismo» per ridefinirne la visione del mondo e dell’uomo, con un’indagine sempre puntuale e poggiata sulle fonti.
L’appassionata esperienza di Timpanaro rimane uno dei rari esempi italiani di quella difficile unità fra campo di analisi e scelte di vita, fra ragione letteraria e ragione politica. Le pagine introduttive di Antonio Prete, che rivisitano con garbo e autorevolezza il lavoro del grande studioso, aiutano a metterci in ascolto di quell’interrogare che è il «respiro» della scrittura leopardiana...

Georges Blin
DI UN CERTO CONSENSO AL DOLORE

Pagg. 104 - € 10,00

Il trattato Di un certo consenso al dolore di Georges Blin, curato da Giuseppe Grasso, viene presentato qui per la prima volta in versione italiana. Si tratta di un testo del 1944 dove l’autore ricostruisce una personale ‘teoria del dolore’ di cui percorre i territori con estrema abilità. Si tratta di un lavoro pionieristico, non privo di una sua utilità sperimentale oltre che dimostrativa.
Il dolore, visto come un’esperienza inalienabile, è attivo e volontario e deve essere distinto dalla sensazione. Questa la tesi di Blin per il quale la sofferenza, che non è solo un patire ma è anche un agire, presuppone attenzione e interpretazione intellettuale e perciò, effettivamente, «un certo consenso». A sostegno delle proprie idee egli si ricollega a René Le Senne che interpreta il dolore come «contraddizione», un’incrinatura non insuperabile e che anzi deve essere superata.
Pagine interessanti sono dedicate allo stretto legame che unisce conoscenza e sofferenza, la cui «fitta» altro non è che il «pungolo» dell’intelletto. A confermare il carattere «intellettivo» del dolore è il «dialogo» che intrecciamo con esso. Più conosciamo, dunque, più soffriamo. Una sentenza nota dai tempi di Eschilo e che l’autore attualizza con esempi significativi da Montaigne a Valéry...

Archipielago
Polifemo El deleite del ocaso Sulla traduzione Il sentimento della pittura

Leopoldo Marechal
POLIFEMO

Pagg. 136 - € 12,00

Polifemo, pieza breve escrita por Leopoldo Marechal en 1948, se inserta en una tradición del teatro argentino del siglo XX que reelabora temas y episodios de textos grecolatinos, donde el mito y la historia se entrelazan para dar cabida a la reflexión sobre la identidad nacional. Marechal parte del Canto IX de la Odisea homérica, cuando Ulises llega con sus compañeros a la gruta del cíclope; desde ese momento se desencadenan episodios hilarantes inspirados, a su vez, en el drama satírico de Eurípides El cíclope. Como en las metamorfosis de Ovidio, el escenario es Sicilia, pero el escritor argentino se aparta voluntariamente de las fuentes clásicas para aportar elementos característicos de la cultura local: gastronomía, música, figuras arquetípicas de la historia nacional, nombrados en un idioma pleno de inflexiones y giros regionales. Con Polifemo, una obra escrita hace casi setenta años pero inédita hasta el día de hoy, Edizioni Solfanelli hace posible, por primera vez, la lectura en español y en italiano de un texto polifónico que juega con la tradición clásica argentinizándola con inteligencia y humor...

Giuseppe Gatti Riccardi
EL DELEITE DEL OCASO

Pagg. 224 - € 16,00

El presente volumen ofrece un examen de la narrativa del escritor chileno Jorge Edwards (Santiago, 1931), Premio Cervantes en el año 1999, analizando tres novelas que el autor santiaguino ha ido redactando a lo largo de casi veinte años.
En la década del sesenta del siglo XX, la publicación de El peso de la noche (1964) pone de relieve la voluntad de representar la escisión social, económica y cultural de Chile y evidencia una de las características de la obra narrativa de Edwards: la presentación del declive de una estructura social anacrónica todavía anclada a un sistema estamental que impone rígidas jerarquías y códigos culturales que, a su vez, dan lugar a una cierta manera idiosincrática de interactuar, y –por ende– influencian la percepción de la otredad en el ámbito social nacional.
El estudio de la novela Los convidados de piedra (fresco epocal que vio la luz justo en el año del golpe de estado de Pinochet, en 1973)...

Giuliano Rossi e Giuseppe Sofo
SULLA TRADUZIONE

Pagg. 184 - € 14,00

Questo libro è il frutto di una riflessione comune sulla traduzione in tutti i suoi aspetti; linguistici, letterari e culturali. Fin dal titolo, Sulla traduzione. Itinerari fra lingue, letterature e culture, l’obiettivo dichiarato è quello di sondare l’identità plurale della traduzione e di allargare il campo degli studi sul genere alle influenze di altre discipline umanistiche. La pratica linguistica della traduzione ha infatti, in senso ampio, giocato un ruolo fondamentale per la costruzione delle nostre culture contemporanee ed è destinata, senza dubbio, ad assolverne uno ancora maggiore in un mondo in movimento, nel quale il contatto tra lingue e culture diverse è costante, e siamo chiamati a vivere, a parlare, a scrivere, per usare le parole di Édouard Glissant, «in presenza di tutte le lingue del mondo».
La divisione del volume in due parti, la prima dedicata alla pratica della traduzione letteraria e la seconda consacrata alla traduzione come processo culturale, non vuole riflettere una presunta separazione tra pratica della traduzione e aspetti culturali che essa comporta, mobilita e da cui è influenzata. I sentieri che attraversano il tema dell’“ospitalità del testo” e della “traduzione dell’altro e dell’altrove” sono al tempo stesso indipendenti e ricchi di intersezioni: abbiamo provato a collocarci sugli incroci per moltiplicare le strade verso cui aprire lo sguardo...

Ramón Gaya
IL SENTIMENTO DELLA PITTURA

Pagg. 144 - € 12,00

Ramón Gaya (Murcia, 1910 - Valencia, 2005) approdò in Italia nel 1956 in maniera definitiva, dopo un lungo esilio messicano iniziato nel 1939 e causato dalla sconfitta della II Repubblica spagnola e dall’inizio della dittatura franchista.
Fin da bambino Gaya aveva dimostrato un innato talento per la pittura che a soli diciassette anni lo portò, grazie a una borsa di studio, prima a Madrid, dove conobbe le più eminenti figure dell’arte e della cultura spagnola, e poi a Parigi dove frequentò l’avanguardia pittorica di allora, Picasso tra gli altri.
Saggista e poeta non tardò a farsi conoscere attraverso le riviste quali Verso y Prosa, Mono azul, Hora de España in Spagna e Las Españas, Cuadernos Americanos, El hijo Prodigo in Messico.
Nel 1960, a Roma viene pubblicato il suo primo volume, Il sentimento della pittura, nella collana dei “Quaderni di pensiero e di poesia” a cura di Elena Croce e María Zambrano nella casa editrice De Luca, volume che pochi mesi dopo apparirà nell’edizione spagnola...

Intervento
La prostituzione psichica Oltre le sabbie immobili Osservazioni sul lavoro intelelttuale Thorstein Bunde Veblen

Mauro Cosmai
LA PROSTITUZIONE PSICHICA

Pagg. 200 - € 15,00

Cos’è la prostituzione psichica e in cosa si differenzia da quella fisica? Abbiamo una visione comprensiva della prostituzione o questa è sempre in netta antitesi con la dignità personale? E infine, cosa significa esattamente vendere l’anima? Di una cosa possiamo essere certi: se la psiche ha più valore del soma, come tendono a sostenere anche le religioni, allora la prostituzione psichica, sia pure nelle sue varie sfumature, dovrebbe risultare ben più grave e degradante rispetto a quella del corpo. Ma tutto questo non è avvertito dai più, oppure viene bellamente rimosso in quanto non contemplato nei codici, e in aggiunta rimane sempre un potentissimo tabù della modernità. Questo libro intende chiarire i molti punti oscuri, e anche curiosi, di un diffusissimo e anche piuttosto trasparente costume mentale. In altri termini, il mestiere (forse) più antico del mondo non è in ogni caso la prostituzione fisica ma quella psichica...

Franco Ferrarotti
OLTRE LE SABBIE IMMOBILI

Pagg. 136 - € 11,00

Questo libro è certamente legato alla cronaca – il referendum costituzionale – ma non ne è a rimorchio. Si interroga sul fatto inquietante che in Italia si possa discutere per trent’anni su una riforma, come quella del bipolarismo paritario, richiesta da Adriano Olivetti e dal Movimento Comunità fin dal 1948, per poi rinviare il tutto alle calende greche, facendo affondare il Paese nelle «sabbie immobili» dei vaniloqui inconcludenti.
L’autore scava e mette in luce le radici del fenomeno: una democrazia concepita come pura procedura da immortali azzeccagarbugli e una pratica del potere come appannaggio personale privato invece che come funzione razionale collettiva e servizio alla comunità.
Le «appendici» arricchiscono la questione alla luce dell’industrializzazione – fenomeno ormai planetario – come processo sociale globale, al di là del familismo paramafioso e del legami tribali...

Franco Ferrarotti
OSSERVAZIONI SUL LAVORO INTELLETTUALE

Pagg. 80 - € 8,00

Con la parola «intellettuale» si indicano un sostantivo e un aggettivo. Il problema degli intellettuali, ossia di coloro che usano professionalmente il loro intelletto, è ambiguo e inesauribile. Dalla concezione levitica dell’intellettuale come il grande sacerdote e sentinella dei valori nobili a quella del gruppo liberamente sorvolante al di sopra degli interessi materiali di classe e a quella dell’intellettuale come «lupo della steppa», in questo discorso a braccio si tenta una tipologia dell’intellettuale come agente sociale libero e nello stesso tempo portatore d’opera, come difensore dello spirito critico e ideatore di nuove prospettive e nello stesso tempo come volgarizzatore, non necessariamente volgare, di dottrine e punti di vista acquisiti.
Nell’epoca della cultura di massa, che tende a farsi massificata, e della sbornia elettronica, in cui si comunica non più «con», ma «a», cioè a tutti e quindi a nessuno, la presenza di questo guastatore intellettuale, estranea e nemica naturale di ogni ortodossia, appare più che mai necessaria...

Franco Ferrarotti
THORSTEIN BUNDE VEBLEN

Pagg. 104 - € 10,00

Questo libro è una rivisitazione critica dell’opera dell’analista sociale radicale americano Thorstein B. Veblen. La novità è da vedersi nel tentativo di comprendere Veblen nel suo contesto storico-culturale allo scopo di misurarne tutta la potenza predittiva circa l’evoluzione del capitalismo da «produttivo» a «finanziario», valutare il misterioso legame fra marginalità e creatività e quindi il fallimento, dal punto di vista della carriera, di Veblen, mai giunto alla posizione di professore ordinario in quanto non ottenne mai la tenure né a Chicago né a Stanford e neppure alla Washington University di Saint Louis nel Missouri. Ma l’aspetto più originale di questo contributo riguarda l’incredibile incomprensione degli stessi marxisti e radicali americani, da Paul Baran a P. Sweezy, che vedono in lui solo uno spenceriano in ritardo, a C. Wright Mills, che finisce per farne un tecnocrate, e a David Riesman, che ne riduce, con una interessante interpretazione psicoanalitica, tutta la critica sociale a un oscuro risentimento contro il padre...


Rasselas
Come leggere Robinson Crusoe Come leggere Heart of Darkness Come leggere A Passage to India Come leggere Hard Times

Michela Marroni
COME LEGGERE ROBINSON CRUSOE

Pagg. 184 - € 14,00

Pubblicato nel 1719, Robinson Crusoe si colloca all’origine del romanzo moderno non solo nella celebrazione dell’individualismo borghese, ma anche nella definizione di una prosa in cui s’incontrano realismo e invenzione artistica. Oltre ad essere interprete e icona del nascente spirito commerciale, il suo eroe è in primo luogo un mito culturale che ha ispirato e continua a ispirare riscritture, rifacimenti, trasposizioni filmiche e teatrali, traduzioni in tutte le lingue conosciute.
In quanto puritano e dissenziente, Daniel Defoe – giornalista, viaggiatore e cronista dei cambiamenti socioeconomici – scrisse Robinson Crusoe con l’intento di proporre “un libro di robusta ossatura morale” (Italo Calvino). Tuttavia, i risultati andarono ben oltre le intenzioni autoriali: imitata in tutta Europa, l’opera divenne subito parte dell’immaginazione popolare e da allora rimane uno dei romanzi più letti e amati di sempre.
Come leggere “Robinson Crusoe” presenta una lettura del testo che pone particolare attenzione alle sue molteplici tematiche al di là di ogni rigida gabbia interpretativa...

Saverio Tomaiuolo
COME LEGGERE HEART OF DARKNESS

Pagg. 160 - € 13,00

Quando nel 1899 Joseph Conrad pubblicò a puntate Heart of Darkness, proprio a ridosso del nuovo secolo, egli non poteva certo prevedere l’impatto di quel racconto sull’immaginario letterario e artistico mondiale. Da quel momento i sistemi culturali occidentali si sarebbero riflessi nello specchio oscuro delle vicende raccontate dall’ambiguo, e tutt’altro che eroico, traghettatore di storie che risponde al nome di Charlie Marlow.
Heart of Darkness, in superficie, sembrerebbe solo il resoconto del viaggio fallimentare di Marlow all’interno dell’Africa, inviato da una compagnia commerciale lungo il fiume Congo con lo scopo di ritrovare le tracce dell’emblematico comandante di una stazione d’avorio, il sig. Kurtz. Tuttavia, con l’approssimarsi di Marlow al cuore di tenebra africano, i contorni della narrazione e persino l’associazione tra segno e senso sembrano sfaldarsi, fino a condurlo al nucleo ultimo di un “orrore” atavico, eppure pienamente calato nella modernità. Se la storia della letteratura sarebbe cambiata da allora in avanti, anche quella dell’Africa sarebbe stata riscritta secondo nuove coordinate ideologiche, che avrebbero spazzato via le eroiche (benché menzognere) narrazioni di penetrazione e conquista coloniale per fare spazio a una più amara riflessione sulla presunta superiorità dell’uomo bianco.
Dopo aver offerto una panoramica della “poetica dell’esperienza” di Conrad, finalizzata ad introdurre il lettore nell’universo narrativo della sua storia di ambientazione africana, Come Leggere ‘Heart of Darkness’ propone un’analisi serrata delle tematiche principali del racconto, suggerendo spunti per ulteriori decodifiche di una vicenda che ha ormai valicato i suoi stessi confini cronologici e geografici, per proiettarsi nel tempo e nello spazio infinito dei capolavori letterari...

Tania Zulli
COME LEGGERE A PASSAGE TO INDIA

Pagg. 160 - € 13,00

A Passage to India fu l’ultima opera scritta da Forster. Pubblicato nel 1924 e ispirato da due viaggi compiuti dall’autore in India, il romanzo non ha solo l’obiettivo di esplorare i complessi rapporti tra Oriente e Occidente, ma è anche un’analisi delle possibili convergenze di valori individuali e sociali colti nella prospettiva degli ideali umanistico-liberali. Gli interrogativi che Forster si pone sono gli stessi che avevano occupato le sue opere precedenti, contestualizzati in un diverso scenario: è possibile creare legami tra gli esseri umani? Che cosa accade quando i principi morali su cui si fonda la società sono dislocati in un territorio estraneo? I dilemmi esistenziali possono trovare soluzioni abbracciando la dimensione mistica e spirituale della vita?
Dal punto di vista formale, A Passage to India assume un ruolo importante nella letteratura dell’inizio del Novecento come rappresentazione del disagio legato alla forma del romanzo in quanto genere letterario non più adatto a ritrarre la complessità dell’esistenza. Allo stesso tempo, esso delinea la volontà di cercare nuove forme di espressione che si allontanano dal realismo ottocentesco privilegiando i livelli simbolici della coscienza, senza però risolversi nell’astrazione del modernismo. Come leggere “A Passage to India” si propone di fornire una lettura che evidenzi la posizione di Forster in bilico tra sentire tardovittoriano e impulsi antivittoriani, mostrando come, dalla destabilizzazione generata dal conflitto degli opposti, emerga il quadro del rapporto tra individuo e mondo...

Anna Enrichetta Soccio
COME LEGGERE HARD TIMES

Pagg. 144 - € 12,00

Pubblicato nel 1854, Hard Times si impone subito all’attenzione del pubblico sia per il suo dichiarato intento polemico (negazione della validità dell’utilitarismo), sia per il grande impatto immaginativo che Dickens riesce ad esercitare sui lettori vittoriani. Toccando temi che combinano umanesimo e industrializzazione, difesa dell’individuo e movimenti sindacali, affermazione del principio di libertà milliano e implicita visione cristiana del mondo, lo scrittore dimostra che non esistono facili formule o gratificanti definizioni per configurare la complessità dei rapporti umani.
Con la pubblicazione di Hard Times, il romanzo vittoriano subisce un notevole impulso in direzione di una rappresentazione realistica della società coeva, senza tuttavia rinunciare mai al piacere di una visionarietà di nuovo conio. In Hard Times, Dickens mostra come la sua arte sia “inimitabile” e abbia già il respiro e l’impegno morale delle grandi opere della maturità...

Saperi
I Borgia. Padre e figlia Il comunismo in bianco e nero Falangismo e Fascismo Giuseppe Bottai

Luigi Copertino
I BORGIA

Padre e figlia

Pagg. 112 - € 10,00

Le molteplici e false “leggende nere” sulle vicende secolari della Chiesa cattolica trovano terreno fertile nella disposizione generalizzata alla diffamazione. Papa Borgia e la sua famiglia, in particolare sua figlia Lucrezia, sembrano posti lì, all’alba della modernità, proprio per portare acqua al mulino di coloro per i quali la Chiesa, lungi dal poter rivendicare qualsiasi origine non meramente umana, altro non sarebbe che una organizzazione criminale assimilabile alla mafia.
Gli scopi di questo libro, nel tentativo di evitare sia il “riduzionismo storicistico” sia l’assolutizzazione dell’orizzonte esclusivamente temporale, è quello di provare a delineare un approccio che sia aperto all’apporto di quanto l’indagine storiografica, per sua natura, non può accertare, se non tutt’al più presumere per soli indizi esteriori.
L’auspicio è che questo lavoro di divulgazione possa contribuire ad una migliore conoscenza della figura di un Papa molto discusso e della sua chiacchierata figlia, quindi ad una più serena e maggiormente obiettiva riconsiderazione di una pagina controversa della storia della Chiesa cattolica, e a rendere giustizia alla memoria di una donna troppo ingiustamente diffamata...

Lodovico Ellena
IL COMUNISMO IN BIANCO E NERO


Pagg. 144 - € 12,00

Questo lavoro è il risultato di una lunga ricerca e raccolta di materiale, documentazione e testimonianze, nonché della lettura di testi misconosciuti abbandonati all’oblio, in cui sono stati quasi maniacalmente collezionati frammenti di quotidianità dei paesi comunisti. Si tratta dunque prevalentemente di notizie minori, che proprio per la loro immediatezza danno forse maggiormente da pensare poiché colpiscono come un pugno nello stomaco, violento ed improvviso.
In queste pagine trova corpo quel che è stato ed è il comunismo e forse nello stesso momento in cui il lettore si addentra nella lettura un ennesimo grido di dolore, che non dobbiamo ignorare, si erge ancora in qualche angolo del mondo comunista. Queste pagine trasudano lacrime, non raccoglierle sarebbe criminale...

Giulio Alfano
FALANGISMO E FASCISMO

Pagg. 72 - € 8,00

Quando si parla della Spagna si omette, nella stessa terra iberica, di parlare scientemente dell’esperienza politica e istituzionale del falangismo di Francisco Franco (1892-1975) che ha rappresentato una versione particolare del pensiero politico europeo del XX secolo, ma è stato spesso erroneamente interpretato come una variante locale del fascismo italiano.
In questo breve studio affronteremo invece l’analisi dei fondamenti politici e delle condizioni storiche che hanno condotto al falangismo, confrontandolo con il fascismo all’apice del suo potere e poi di fronte al colpo di stato del 25 luglio 1943 che ne segnò la traumatica fine.

Piero Vassallo
GIUSEPPE BOTTAI



Pagg. 56 - € 6,00

In un’epoca segnata dalla depravazione della politica moderna e dalla inarrestabile baldoria degli usurai, la riforma corporativa dello Stato, elaborata nella Normale di Pisa, offre un termine di paragone utile agli studiosi seriamente impegnati nella ricerca di una via d’uscita dall’angoscioso/soffocante tunnel mondialista. Di qui la proposta di riabilitare il pensiero di Giuseppe Bottai, il geniale politologo, che aveva svelato le ragioni del primato del cattolicesimo nell’esperienza fascista.
Negli anni Cinquanta, Bottai avrebbe potuto dare un senso al partito post-fascista, sottraendolo alla solitudine sognante un’anacronistica alternativa di sistema, prima di adeguarlo al compito di riformare la democrazia liberale. Bottai fu purtroppo respinto da quell’invidia mascherata da sterile intransigenza, che condurrà la destra italiana sulle vie di quella cieca ambizione, che passerà dall’antifascismo farneticante alla catastrofica identità liberale, prima di essere maciullata dall’ingranaggio costruito dall’oligarchia mondialista...

il Calamo e la Ferula
Lo stoicismo e il pensiero cristiano D'Annunzio e il suo dialetto Céline magico Ovidio nella Divina Commedia

Vittorio Nazzareno Pasqua
LO STOICISMO E IL PENSIERO CRISTIANO



Pagg. 144 - € 12,00

“La virtù è un dono che sovrabbonda alla felicità della vita. Nulla può mancare all’uomo oltre il desiderio di tutte le cose. Se noi abbiamo la forza di espellere tutti gli errori e di sollevarci da questo fango e mirare alle sublimi altezze della sapienza, abbiamo la tranquillità dell’animo e la vera libertà. Abbiamo su di noi la massima potestà.” (Seneca: epist. LXXV)

Presentato in questa pubblicazione, il pensiero antropologico, che unisce lo stoicismo e il cristianesimo, conferma anche lo stretto legame tra fede e ragione, facendo ricordare come la filosofia faccia parte integrante della teologia sistematica.
L’Autore dimostra la convergenza tra cultura stoica e cultura cristiana sul campo dei valori costitutivi della persona umana: aspetto questo che rende lo scritto molto attuale in un’epoca di profondi cambiamenti culturali, in cui si osservano le forti tendenze all’eliminazione del fattore soprannaturale dall’attività umana...

Licio Di Biase - Daniela D'Alimonte
D'ANNUNZIO E IL SUO DIALETTO


Pagg. 80 - € 8,00

Due saggi differenti per analizzare la produzione dialettale abruzzese di Gabriele d’Annunzio. Licio Di Biase ripropone poesie e lettere dialettali del Vate corredandole di notizie storiche e di opportune riflessioni sulla Pescara del tempo; l’intervento di Daniela D’Alimonte, che mancava agli studi dannunziani, per la sua impostazione rigorosamente linguistica, apporta un contributo definitivo all’analisi delle scritture dialettali del poeta. Proposte preziose entrambi, che concorrono a fare luce sui legami di d’Annunzio con volti e nomi della sua trasognata nostalgia abruzzese...

Marina Alberghini
CÉLINE MAGICO


Pagg. 96 - € 9,00

Presente da sempre nella grande letteratura del Novecento come uno scrittore estremamente realistico fino alla brutalità, e dalla vita avventurosa fatta di sfide continue e affrontata con estrema concretezza, pochi sanno invece che Louis-Ferdinand Céline fu anche vicino ai misteriosi messaggi che ci giungono dall’Altrove. Confesserà infatti che per lui, che possedeva un’immensa riserva di poesia e immaginazione, il quotidiano sarà sempre solo un duro dovere di denuncia: «Io sono celtico, prima di tutto SOGNATORE BARDICO — è veramente là il mio dono — io l’ho piegato al realismo per odio verso la crudeltà degli uomini — per il gusto della lotta — ma in realtà la mia musica è la leggenda.» E in effetti Céline fu profetico e visionario come i Druidi ed ebbe molte esperienze di precognizione. Il suo rifugio contro gli orrori del mondo contingente, che la sua penna denunciava spietatamente, sarà quella che chiamava la “féerie”, il mondo di Entità e di Archetipi mitici, che per lui furono la Danza, la Musica, la Leggenda e il Mito, i Castelli, l’Arte, i Gatti, i Fantasmi. Là dove regnano l’extrasensoriale e il paranormale, il mondo di quelle vibrazioni che lo scrittore chiamava le “onde”, dalle quali confessava gli arrivasse il suo dire, e al quale hanno accesso solo pochi privilegiati, come gli artisti, i sensitivi, i mistici. Come celtico, si sentì sempre figlio di quel Paese favoloso, nelle cui foreste occhieggiano creature come gli elfi, i folletti e le fate. Non a caso infatti Céline amò particolarmente Hieronymus Bosch, il Mago della Visione...

Giuseppino Mincione
OVIDIO NELLA DIVINA COMMEDIA



Pagg. 72 - € 8,00

È risaputo che Dante si è ispirato soprattutto a Virgilio e poi ad Ovidio, Orazio, Lucano e Stazio.
Scorrendo i versi e gli episodi della Divina Commedia, si presentano alla nostra attenzione passi infiniti, nei quali Dante ha attinto a piene mani da Ovidio per illustrare e rendere più visibili e vivaci episodi e personaggi da lui descritti. A contarli sono veramente tanti i passi in cui Dante e Ovidio hanno collaborato, per così dire, per costruire tutta l’impalcatura della Divina Commedia.
Ne è venuta fuori una ricerca minuziosa sui singoli passi danteschi comparandoli con i suggerimenti forniti da Ovidio; una indagine sistematica su ciascuna delle tre cantiche veramente singolare...

il Voltaluna
Davanti al camino Storie molto antiche Santa Sunniva e gli uomini di Selje Il mistico sogno

Theodor Storm
DAVANTI AL CAMINO

Pagg. 72 - € 8,00

Nell’opera narrativa di Theodor Storm — uno degli scrittori in Germania più popolari, soprattutto per Immensee, lettura prediletta del giovane Mann — Am Kamin rappresenta senz’altro un’eccezione. Lo stesso Storm esitò a lungo prima di pubblicare questa novella così inquietante, dove, come ebbe a dire, “il mondo quotidiano non viene percorso in ferrovia, ma con gli stivali delle sette leghe”.
Come scrive nell’Introduzione Antonio Pasinato, Davanti al cammino «presenta situazioni in cui fenomeni che superano e contraddicono l’esperienza sensibile non solo si combinano con il noto e il quotidiano, ma lo sconcertano, diventandone ora la guida, ora la catastrofe, ora infine restando solo un sinistro segnale, lanciato da un mondo sconosciuto.»
Il motivo ricorrente e più originalmente articolato delle storie narrate è quello dei sogni incrociati, dove i rapporti umani sembrano prendere una piega più autentica. Alcuni di questi momenti onirici possono sembrare una comoda duplicazione della realtà; altri invece ne rivelano il lato più vero, che può essere crudele, ma anche gratificante...

Francesca Alexander
STORIE MOLTO ANTICHE

Pagg. 96 - € 9,00

Dal libro I servi nascosti e altre storie molto antiche (1901), sono tratti il poemetto Il crocifisso della Providenza, La vecchia cantastorie (fungente da proemio), I lupini e Suora Marianna — splendidi per il perfetto equilibrio tra narrazione e poesia, per le introspezioni della natura e degli animi, per il climax verso l’apparizione sacra.
La Sorellaccia — mai edito in volume nemmeno in America — è il capolavoro in prosa di Francesca Alexander assieme alla Storia di Ida. Anzi, qui forse il realismo dello stile si fa ancora più ardito, per il cambio di scena, senza soluzione di continuità, tra la dimensione terrena e quella celeste.
Nel 1877 l’autrice quarantenne regalò il manoscritto — ottanta pagine in-folio — a Pauline Agassiz Shaw (1841-1917) a cui si deve l’introduzione in America degli asili infantili e di scuole per bambini immigrati ebrei e italiani.
«Francesca sentiva — ricordò Constance — che gli italiani potevano essere capiti solo attraverso l’amore, e fu proprio questa chiave che le apriva tutti i cuori. Diceva: “Non ho mai visto una persona malvagia. Ho visto coloro che erano chiamati malvagi, ma erano del tutto buoni e cari”.» ..

Sigrid Undset
SANTA SUNNIVA E GLI UOMINI DI SELJE

Pagg. 64 - € 7,00

Per accertare l’origine di un suono possente e misterioso, il naturalista inglese Bassett penetra nel “cuore di tenebra” dell’isola di Guadalcanal. Inseguito dai cacciatori di teste e spossato dalla malaria, Bassett viene soccorso infine da una donna dall’aspetto ripugnante che lo conduce nella propria tribù e s’innamora di lui. Sfruttando cinicamente l’amore di costei, egli riuscirà a scoprire la fonte di quel suono soprannaturale: sepolta nell’altopiano dell’isola giace una sfera gigantesca dai riflessi rossastri che, se percossa, sprigiona una musica celestiale...

Gabriele d'Annunzio
IL MISTICO SOGNO

Pagg. 80 - € 8,00

Il fantastico: più che un genere, un lato della letteratura a cui molti scrittori si sono affacciati, per ritrarsene a volte esitanti o immergervisi completamente. È accaduto a Lampedusa con Lighea, un racconto che ci fa comprendere più profondamente e quasi emblematicamente l’autore del Gattopardo. È accaduto ad un altro narratore “realista”, Perez Galdós, con La sombra, diventato una specie di classico del genere. Ma né Lampedusa né Galdós sono rimasti nella storia letteraria per quei racconti.
Esiste, quindi, un fantastico d’habitude, che ben conosciamo, soprattutto attraverso certi autori dell’Ottocento, e un fantastico occasionale, quasi del tutto da scoprire...

Micromegas
Urbanità e bellezza Il fermento e non Gabriele D'Annunzio nelle lettere a Giancarlo Maroni (1935) Il sogno del vampiro

Giancarlo Consonni
URBANITA' E BELLEZZA

Una crisi di civiltà

Pagg. 72 - € 8,00

La bellezza dei paesaggi e la bellezza delle città sono state tutt’uno con l’agri coltura e l’urbis coltura, pratiche volte a rendere abitabile il mondo. All’origine dell’urbanità e della bellezza civile c’è una generosità interessata: la contropartita, per chi le promuove e vi partecipa, è l’elevamento della qualità dell’esistenza propria e degli altri. Dove il bello, prima di essere un risultato, è un elemento motore. Se l’urbanità è illuminata dalla bellezza, senza l’urbanità la bellezza civile è impossibile.
Nell’arte di costruire città l’Italia è stata maestra della bellezza d’assieme. Ha inventato l’armonia complessa derivante dall’interazione dialogica degli organismi edilizi; una modalità compositiva governata dalla tensione che infonde qualità teatrale agli spazi aperti pubblici, così da fare della stessa ‘scena’ la rappresentazione del convivere. Oggi il Bel Paese sembra aver dimenticato quest’arte, per divenire terreno di incursione di esibizionismi devastanti che allontano l’ambiente costruito dall’urbanità.
Il libro entra nel vivo della crisi indicando qualche via d’uscita...

Sandro de Nobile
IL FERMENTO E NON

Pagg. 160 - € 13,00

Come in un esperimento scientifico, in questo saggio de Nobile mette la cultura abruzzese del secondo dopoguerra a reagire con il principale fermento artistico dell’epoca, il Neorealismo.
Per cultura abruzzese s’intende in particolare quella rappresentata dalle riviste letterarie, la cui centralità nelle dinamiche intellettuali è ormai acclarata, riviste che, dal punto di vista geografico, coprono pressoché interamente il territorio regionale; per fermento neorealista, invece, s’intende soprattutto l’espressione di tale tendenza in campo letterario, anche se non mancano puntate su altri terreni, dal cinema alla pittura, e più in generale nel campo della cultura laica, materialista e razionalista italiana nel periodo che va dal 1948 al 1959.
Ne viene fuori una fotografia dell’intellighenzia abruzzese piena di chiaroscuri, dove alle diverse aperture nei confronti della temperie neorealista corrispondono altrettante chiusure dettate da un’impostazione culturale fortemente tradizionalista e reazionaria, a volte grettamente rinchiusa entro un orizzonte che non vede oltre la pesantissima ipoteca dannunziana...

Ruggero Morghen
GABRIELE D'ANNUNZIO NELLE LETTERE A GIANCARLO MARONI (1935)

Pagg. 136 - € 11,00

A Quarto, nel 1935, Carlo Delcroix celebra la partenza dei Mille e il memorabile discorso di d’Annunzio per l’intervento. Anche il Comune di Milano omaggia lo scrittore abruzzese donandogli una statua dello scultore Minerbi.
Finalmente si pubblica il Libro segreto, confessione di un d’Annunzio tentato di morire e quasi presago della propria fine. Il poeta scrive a Mussolini: “Il mio cranio di lucido vetro può incrinarsi improvvisamente”. I messaggi del poeta dal principato Vittoriale sono per i Francesi, per il legionario fiumano Agostino Lazzarotto in partenza per la guerra d’Africa (“Partirei anch’io, se non fossi decrepito e infermo”) e la vedova di Cesare Battisti, in occasione della tumulazione della salma del martire sul Doss Trento.
Gian Carlo Maroni, l’architetto del Vittoriale, nel ’35 crea su invito di Fulvio Balisti il sacrario di Ponti sul Mincio, diventa accademico di San Luca e riceve in dono un rustico dal comune di Riva, la sua città...

Giorgio Rimondi
IL SOGNO DEL VAMPIRO

Pagg. 96 - € 9,00

Alla fine del XIX secolo, quasi contemporaneamente, furono pubblicati l'ultimo grande romanzo gotico e la prima indagine moderna sul mondo onirico: Dracula di Bram Stoker e L'interpretazione dei sogni di Sigmund Freud.
In modi diversi ma convergenti entrambi gli autori hanno fatto irruzione nel cuore del positivismo mostrando come i fatti, compresi quelli onirici, non sono forme inerti ma in movimento, e non se ne stanno in attesa di venire inseriti in un racconto teleologico. Hanno intuito che il passato non è un insieme di cose fissate una volta per sempre ma un concentrato di speranze e desideri, che la memoria è intessuta di vuoti e il tempo di latenze, e che il sognare partecipa della storia.
Mettere Freud con Stoker significa credere che il tempo psichico alteri il tempo storico. Poiché nella storia, come nella vita psichica, non ci sono distruzioni assolute, di cui non resti qualche traccia o qualche impronta che sopravvive al tempo e continua a interrogare il presente. Se infatti il XIX secolo ha fissato la fisionomia del vampiro una volta per tutte, identificandola nel nome di Dracula, lo psichismo contemporaneo continua a segnalare le sopravvivenze di quel nome, il suo non volersi estinguere...

I Diamanti
Al gancio del Negroni Sotto due namdiere Storia Il Regno di Sicilia

Stefano Baruzzo
AL GANCIO DEL NEGRONI

Pagg. 376 - ill. - € 30,00

Inviato da Roma alla guida del giornale del PNF di Massa Carrara per portare in provincia la «rivoluzione antropologica» del regime, Stanis Ruinas, proveniente dall’«Impero» dei futuristi Settimelli e Carli, impostò un giornale «di battaglia», che in nome dello «stile fascista» condusse campagne verso le banche, i commercianti, la stampa.
Assai violenta fu quella contro gli industriali elettrici, mentre verso gli industriali del marmo locali fu condotta una campagna di moral suasion, secondo le direttive di governo e partito. Ruinas pose l’impronta dell’intransigentismo fascista sui temi di rilevanza nazionale: la missione della stampa, corporativismo e sindacalismo, la questione femminile, la politica estera, i rapporti con la Chiesa, le politiche del regime di fronte alla crisi economica.
La vicenda giornalistica apre una finestra su un mondo provinciale animato da gerarchi nazionali e locali, industriali e sindacalisti, vescovi e sacerdoti, giornali e giornalisti, prefetti e ministri, fino allo stesso Mussolini, e rivela le contraddizioni del tentativo di traduzione del totalitarismo fascista nelle realtà provinciali, che porteranno il fascismo «rivoluzionario» del giornalista a infrangersi nel fascismo «conservatore» tornato alla guida del PNF locale con la sconfitta del ras Renato Ricci nel lungo conflitto con i grandi industriali del marmo...

Fabrizio Di Lalla
SOTTO DUE BANDIERE

Pagg. 376 - ill. - € 30,00

I due argomenti trattati in questo libro non hanno nulla in comune se non i luoghi e i tempi in cui si svolsero. Il primo, la resistenza etiopica contro l’occupazione italiana, la prima guerra patriottica di liberazione del XX secolo, si propone di integrare quanto già scritto, approfondendo soprattutto l’aspetto sociale dello scontro e le reazioni psicologiche di protagonisti e gregari dei fronti opposti, con la descrizione dei comportamenti dettati da speranze e illusioni, paure ed eroismi, generosità e soprattutto crudeltà. I riflessi della guerriglia furono drammatici per la società nativa e per quella italiana.
L’altro tema, la resistenza italiana contro gli inglesi accesasi dopo la sconfitta, nella sua ampia trattazione, è una pagina inedita della storiografia italiana. Finora, era rimasta avvolta nella nebbia che solo gli scritti autobiografici di alcuni protagonisti avevano cercato di diradare, senza, peraltro, riuscirci per l’eccessiva enfasi contenuta nelle loro memorie, l’esagerazione nella valutazione degli episodi di cui furono protagonisti e l’assenza di una visione complessiva del fenomeno.
Fu opposizione armata, attività assistenziale verso i bisognosi della comunità italiana molti dei quali erano rimasti intrappolati in colonia privi di risorse, e resistenza alla decisione britannica di azzerare la presenza dei nostri connazionali in Etiopia attraverso i rimpatri o la deportazione...

Gaetano Rasi
STORIA DEL PROGETTO POLITICO ALTERNATIVO DAL MSI AD AN (1946-2009) Vol. I

Pagg. 224 + 8 ill. - € 18,00

Quest’opera vuol essere per grandi linee la storia delle idee, dei programmi e del progetto politico espressi sia da coloro che diedero vita sul piano politico al Msi e sul piano sindacale alla Cisnal sia di quanti altri proseguirono il cammino con rinnovate proposte sotto le sigle del Msi-Dn, di An e dell’Ugl. In questo primo volume viene documentato che per la dirigenza missina lo scopo non fu affatto, e ciò fin dall’inizio, quello di accontentare dei reduci nostalgici ed inconcludenti (a tal proposito va ricordato il “non rinnegare e non restaurare” della mozione conclusiva del Primo Congresso del Msi illustrata da Augusto De Marsanich), ma fu quello di avere un ruolo fondante e non contingente. Insomma per il Msi non si trattava affatto di quell’“inserimento” nella dialettica partitocratica, fine a sé stessa, nella quale poi taluni suoi esponenti si sarebbero piegati ai fini di un precario ruolo personale, bensì della affermazione di una missione storica volta a realizzare un cambiamento globale al posto del sistema vigente. Su questo argomento finora è mancata un’indagine sulla ideologia di un movimento, come quello missino, la cui identità non si può oggettivamente definire né neofascista né postfascista perché si andò elaborando ben diversamente. Questo primo volume, relativo agli anni che vanno dalla nascita del Msi nel 1946 al 1969 (inizio della seconda Segreteria Nazionale di Giorgio Almirante), riporta e commenta i documenti conclusivi dei suoi primi otto Congressi, dai quali risulta la costante dottrinale del partito, costanza che viene mantenuta anche nei periodi successivi come risulta dai deliberati dei suoi organi statutari e sostanzialmente dal fecondo, seppur vivace, dibattito interno...

Mariano Marrone
IL REGNO DI SICILIA

Pagg. 272 - € 23,00

L’autore ha inteso mettere a frutto gli studi e le pazienti ricerche riguardanti la gloriosa e drammatica storia del regno di Sicilia, descrivendone in modo chiaro e puntuale le intricate vicende dalla sua fondazione da parte di Ruggero II, seguita alla conquista normanna dell’XI secolo, fino agli albori del Cinquecento. Nel XVI secolo infatti la contemporanea invasione della penisola da parte degli eserciti di Spagna e di Francia determina la fine dell’indipendenza del Regno e l’estinzione della dinastia aragonese napoletana.
Il testo offre al lettore un quadro organico e per quanto possibile completo e chiaro della lunga vicenda storica del regno di Sicilia analizzata nelle sue luci e nelle sue ombre, dagli splendori di Ruggero II d’Altavilla, di Federico II di Svevia e di Alfonso V d’Aragona alle drammatiche lotte del potere regio contro il ceto baronale, costantemente in rivolta per difendere i privilegi e l’autonomia dei propri feudi dalle pretese centralistiche dei sovrani. Sullo sfondo sono tracciate le linee del complesso panorama politico europeo e del rapporto conflittuale del regno con l’impero e con il papato nei cinque secoli che segnano il passaggio dall’alto Medioevo all’età moderna...

Athenaeum
Al bivio del '56 Abitare la musica. Cantare l'architettura Rocco Scotellaro. Mito, storia e poesia Bandello & Co

Sandro de Nobile (a cura)
AL BIVIO DEL '56
Letteratura, cultura, critica

Pagg. 160 - € 13,00

l 1956 è un anno cruciale nella storia del Novecento, nella misura in cui in esso si esprimono potenziate e come aggrumate tutte le tensioni del mondo bipolare: nel giro di pochi mesi si passa infatti dall’apertura rappresentata dal “rapporto Krusciov”, che addita oltre Stalin la possibilità di un socialismo dal volto umano, alla tragedia della rivoluzione ungherese, che tanti dolorosi strascichi lascia negli intellettuali di sinistra.
Nel corso dell’anno l’intellighenzia italiana è attraversata da tale onda di entusiastica speranza e successivo riflusso, evidente nel dibattito culturale e riverberata da una produzione artistica nella quale il peso degli eventi storici non manca di farsi sentire.
L’anno in questione può essere quindi considerato uno spartiacque fondamentale anche per gli scrittori, consumandosi allo snodo più generico della metà degli anni Cinquanta un ripensamento complessivo del fare letteratura che travalica la contingenza politica, preparando i frutti di una nuova stagione.
Protagonisti dei dodici saggi che compongono il presente volume sono: Bassani, Bodini, Calvino, Cassola, Fortini, Leonetti, Pomilio, Sanguineti, Silone e Tomasi di Lampedusa...

Lisa La Pietra (a cura)
ABITARE LA MUSICA. CANTARE L'ARCHITETTURA

Pagg. 184 - € 14,00

Abitare la musica - Cantare l’architettura è un volume che si prefigge l'obiettivo di indagare i legami compresi fra musica e architettura, attingendo da diverse aree del sapere: musica, teatro, letteratura, architettura, arti visive, nuove tecnologie e cinema.
Da un sentimento di rottura scaturito dai dogmi della tradizione musicale, in cui le giovani generazioni non sembrano più riconoscersi completamente, e l’urgenza di esprimersi con passione e consapevolezza, emerge nell’autrice un bisogno di sperimentazione della materia e di confronto con gli addetti ai lavori di diversi ambiti artistici. In un’epoca in cui le arti performative definiscono irrevocabilmente la fusione tra arti sceniche e arti figurative è necessario un dialogo tra professionisti di diversa estrazione creativa. Ed è per questo motivo che l’autrice chiama a raccolta in una piattaforma di indagine alcuni esponenti di questa generazione.
Quindici saggi divisi in tre blocchi tematici: memoria, meraviglia e virtualità. Nove giovani autori che si interrogano sulla proporzione musica-architettura dalla propria esperienza di campo fra teoria e pratica. Che cosa pensa la nuova generazione di professionisti a proposito di uno dei temi considerati fra i più affascinanti di tutti i tempi? ..

Antonio Catalfamo
ROCCO SCOTELLARO.
Mito, Storia e Poesia

Pagg. 184 - € 14,00

Una cortina di silenzio è calata sulla figura e sull’opera di Rocco Scotellaro, a più di sessant’anni dalla sua morte. La critica “superstite” ha riproposto, con qualche eccezione di rilievo, le opposte unilateralità della precedente, che rappresentava il poeta-sindaco di Tricarico come nostalgicamente legato a un mondo estinto oppure come scrittore «crepuscolare», «ermetico», «decadente».
Rocco Scotellaro non è un semplice «rievocatore» di miti. Attraverso un processo di razionalizzazione, il vecchio mito contadino, che affonda le radici nei millenni, penetra nel tessuto poetico-narrativo, assumendo nuove valenze simboliche, in una prospettiva progressiva, che lo proietta verso il presente e verso il futuro. L’universo simbolico contadino si arricchisce, dunque, nell’immaginario poetico, di nuovi significati progressivi. In tal senso, il mito si fa storia attuale, diventa la storia non soltanto di coloro che lo hanno creato, ma anche di coloro, in prima fila il poeta (ma anche i suoi compagni di lotta), che lo hanno attualizzato e riempito di contenuti simbolici, morali, politico-ideologici, nonché letterari, nuovi, di matrice progressiva.
Antonio Catalfamo, nel presente volume, innovando la critica precedente, si propone, per l’appunto, di studiare come si realizza, nell’opera di Scotellaro, l’interconnessione tra «mito», «storia» e «poesia»...

Angelo Minerva
BANDELLO & CO
Nobiluomini, nobildonne, dotti, religiosi, militari e altri alla corte di Matteo Bandello

Pagg. 208 - € 15,00

Nelle lettere di dedica bandelliane non manca proprio nulla della dimensione sociale, culturale, storica e politica cortigiana del Cinquecento. Persone, ambienti, situazioni, problemi, conflitti, aspirazioni, valori, cerimoniali, pregiudizi e luoghi comuni, tutto riprende magicamente corpo grazie alle dedicatorie; ogni elemento, ogni motivo, ogni particolare concorre a ricreare nell’immaginazione del lettore quella realtà ormai lontana nel tempo e perduta per sempre.
Nobiluomini e gentiluomini, nobildonne e gentildonne, dotti, religiosi, militari, mercanti, buffoni, artisti e altri personaggi caratteristici dell’ambiente cortigiano si riaffacciano, grazie allo scrittore lombardo, sulla scena del mondo per mostrare, sfilando in una sorta di rievocazione storica di antichi costumi e orpelli d’ogni tipo, ma tutti autenticamente d’epoca, la loro più intima dimensione umana, la consapevolezza di dover sostenere il ruolo affidato loro dalla storia fino in fondo, senza alcun dubbio o tentennamento di fronte al fato...

 

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